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Entrambi restano comunque sottoposti ad una misura cautelare più lieve, quella dell’obbligo di dimora nella città di Orazio

Venosa, liberi l’ex sindaco Gammone e l’ex assessore Cetrone

Inchiesta sui presunti bandi truccati al Comune della città di Orazio, il gip del tribunale di Potenza ha revocato gli arresti domiciliari ai due amministratori

Venosa, liberi l’ex sindaco Gammone e l’ex assessore Cetrone
POTENZA – Il gip del tribunale di Potenza, Rosa Maria Verrastro, ha revocato gli arresti domiciliari all’ex sindaco di Venosa, Tommaso Gammone, e all’ex assessore comunale, Rosa Cetrone, coinvolti nell’inchiesta sui presunti bandi truccati.
Entrambi tornano dunque in libertà, ma restano sottoposti ad una misura cautelare più lieve, quella dell’obbligo di dimora nella città di Orazio.
Gammone
Gammone
Per quanto riguarda l’ex primo cittadino, il gip ha accolto l’istanza avanzata dall’avvocato Donato Bellasalma dopo che il tribunale del Riesame non aveva riconosciuto le ulteriori accuse a carico di Gammone ipotizzate dalla procura di Potenza che ha chiesto, senza ottenerlo, il riconoscimento dell’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata a condizionare l’attività amministrativa della passata giunta comunale di Venosa. Solo all’ex assessore regionale, Carmine Miranda Castelgrande, il Riesame ha applicato la misura cautelare del divieto di dimora a Venosa (misura che in ogni caso resta sospesa in attesa dell’esito del ricorso in Cassazione), ma limitatamente all’ipotesi di turbata libertà nella scelta del contraente. La procura considerava capi e promotori del sodalizio anche l’ex sindaco di Venosa, Tommaso Gammone e il segretario cittadino del Pd, Luigi Russo, ma la ricostruzione dell’accusa non è stata avallata dal Riesame. Anche per loro restano in piedi le iniziali accuse.
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