Tra i decessi "sospetti" oltre a quello del blogger potentino Antonio Nicastro c'è anche quello del 38enne di Rapolla, la più giovane vittima lucana del Coronavirus
Covid, si indaga anche sulla morte di Pino Larotonda
Avanti per i prossimi sei mesi le indagini sulle presunte corsie preferenziali nell’effettuazione dei tamponi nella prima fase dell’emergenza pandemica
POTENZA – Andranno avanti per i prossimi sei mesi le indagini relative alle presunte corsie preferenziali nell’effettuazione dei tamponi durante la prima fase dell’emergenza Coronavirus (quella vissuta ormai un anno fa) e alcune morti “sospette”, come quella di Antonio Nicastro, il blogger potentino di 67 anni stroncato dal Covid lo scorso 2 aprile dopo aver invocato per circa due settimane di essere sottoposto a tampone, poi purtroppo risultato positivo. E la novità sostanziale arriva proprio su questo fronte, dal momento che la procura di Potenza sta indagando anche sulla morte di Pino Larotonda, la più giovane vittima del Covid in Basilicata che il 2 aprile del 2020 perse la vita ad appena 38 anni (appena nove giorni dopo il virus si portò via anche il padre Paolo, 66 anni). Un decesso, quello del giovanissimo vigile urbano di Rapolla, che aveva lasciato sgomenta l’intera comunità lucana. Il 38enne aveva perso la sua battaglia contro il Covid all’ospedale San Carlo di Potenza, dopo due settimane di ricovero in terapia intensiva. Anche in questo caso gli inquirenti vogliono capire se nel percorso sanitario-assistenziale dedicato a Pino Larotonda ci siano state delle eventuali negligenze.
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