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Vitalizi, dai banchi consiliari posizioni opposte

"Referendum legittimo, ma la democrazia vive anche nel confronto”

Le bordate dell’opposizione e le accuse tra gli “esempi virtuosi di altre regioni e il confronto di indennità e rimborsi con la media nazionale”

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Primo Piano
"Referendum legittimo, ma la democrazia vive anche nel confronto”
Il Consiglio regionale di lunedì 16 febbraio
POTENZA - Lungo e articolato il dibattito in aula sul provvedimento riguardante i vitalizi dopo la comunicazione del presidente Bardi. Il consigliere Vizziello (Bcc) ha evidenziato due punti centrali “di una vicenda incresciosa, nata dalla decisione della maggioranza di introdurre il vitalizio per i consiglieri regionali, giudicata errata nel metodo e nel merito. Le modifiche correttive oggi all’esame dell’Aula sono il frutto dell’azione tempestiva dell’opposizione, che ha ridimensionato i privilegi originari”. Dopo ha preso la parola il consigliere Polese (Ol) sottolineando che “la discussione riguarda la qualità del confronto democratico e l’Aula non può cedere a campagne di disinformazione e populismo”. Polese ha difeso “la scelta della maggioranza come sintesi responsabile, basata su un sistema contributivo coerente con il modello nazionale, respingendo accuse di privilegi”. Il consigliere ha chiarito che “il riferimento al fondo del 2017 non sottraeva risorse a disabili o politiche sociali, definendo false e lesive le accuse”. Polese ha parlato di “fake news e attacchi personali annunciando azioni legali per le offese ricevute sui social. La norma replica quella del sistema nazionale, elimina equivoci e rappresenta buonsenso”.
Bochicchio (Avs-Psi-Lbp) ha evidenziato che “la maggioranza ha sbagliato ad approvare il provvedimento con troppa fretta, senza un adeguato confronto”. Picerno (FI) ha denunciato “una polemica esasperata e demagogica, basata su narrazioni parziali sul presunto ‘fondo sociale’”. Ha sottolineato che “la legge è stata modificata, eliminando il fondo e la retroattività, dimostrando responsabilità della maggioranza”. Cifarelli (Pd) ha sottolineato che “il dibattito sui vitalizi riguarda anche questioni politiche e costituzionali legate a uguaglianza e indipendenza dei consiglieri. Il sistema contributivo non è in discussione, ma il metodo, con tempi compressi, mancanza di confronto e inserimento in un collegato, ha generato confusione e sfiducia”. Pur riconoscendo le modifiche che eliminano la retroattività e il riferimento al fondo, il consigliere ha evidenziato come “il percorso iniziale abbia danneggiato la credibilità dell’istituzione. Il contributivo è giusto, ma va adottato con trasparenza e condivisione”. Da qui la dichiarazione: “Per coerenza con il gruppo, il voto non può essere favorevole, a difesa del metodo e della fiducia dei cittadini”. Tataranno (Lega) ha espresso “scoramento” per un dibattito politico che ha definito “abrasivo capace di danneggiare la credibilità delle istituzioni, sottolineando che riferendosi ai costi della politica, si tratta innanzitutto di costi sociali, emotivi e familiari, e al tempo che ogni cittadino deve sottrarre alla propria vita per impegnarsi in politica”. Il consigliere continuando ha “difeso il principio che il politico è un lavoratore con diritti previdenziali legittimi ed ha chiarito che l’indennità differita non è un privilegio, ma una tutela volontaria. Ha, poi, invitato a distinguere valutazioni personali da polemiche ideologiche, concentrandosi sui problemi della Basilicata”, ed ha ribadito che “la sua scelta di non aderire nasce dalla libertà professionale”, esortando i colleghi a “fare altrettanto con coerenza e trasparenza”. Verri (M5s) ha evidenziato che “il dibattito sui vitalizi ha superato ogni aspettativa, concordando con l’assessore Cicala sul fatto che la norma è nata male, senza passaggi nelle competenti Commissioni e senza confronto con le parti sociali, generando confusione e frattura sociale”. Pur riconoscendo i correttivi parziali, ha sottolineato che “il Movimento 5 Stelle non ha avuto alcun confronto sull’indennità differita e ha respinto accuse di complicità. Ha ribadito anche che la politica deve agire con opportunità, non solo legittimità, e che la scelta di non aderire al contributivo è coerente e trasparente”. Infine ha ricordato “esperienze politiche passate condivise”, concludendo che il “Movimento 5 Stelle continuerà a opporsi a privilegi e a difendere la credibilità della politica lucana”. Marrese (Pd) è intervenuto sottolineando “l’importanza di rispettare regole, coerenza e responsabilità nel ruolo politico, evitando populismo e comunicazioni strumentali”. Ha criticato “la gestione della cosiddetta indennità differita, introdotta senza passaggi preliminari né trasparenza, creando incomprensioni e disaffezione nell’opinione pubblica”. Ha ribadito “la necessità di un confronto istituzionale e popolare, con leggi autonome, trasparenti e non retroattive, valorizzando Commissioni, parti sociali e cittadinanza. Occorre un intervento normativo nazionale che uniformi i trattamenti contributivi tra regioni e riconosca forme di tutela anche ai sindaci, chiamati a svolgere un ruolo gravoso. Le priorità della Basilicata sono famiglie, servizi sociali, sanità, istruzione, giovani e imprese; il Consiglio deve operare con trasparenza e partecipazione”.
Galella (FdI) ha ribadito la differenza tra vitalizio e pensione, sottolineando che la norma riguarda esclusivamente un sistema contributivo, maturato al raggiungimento dell’età pensionabile, e non assegni a vita. Ha evidenziato come il populismo e la disinformazione abbiano creato accuse infondate di “mani nella marmellata”, mentre l’obiettivo è garantire pari diritti a tutti i consiglieri, anche delle legislature precedenti. Ha richiamato i sindacati e l’opinione pubblica a distinguere tra vitalizi reali, spesso molto elevati, e le pensioni contributive di importo modesto. Infine, ha invitato i colleghi a prendere responsabilmente decisioni sul provvedimento, proponendo emendamenti migliorativi se necessario, e a sostenere insieme la legge senza alimentare narrazioni false. Araneo (M5s) ha disapprovato il livello del dibattito sull’indennità differita o vitalizio, criticando il centrodestra per “aver confuso merito e indignazione popolare, scaricando responsabilità e mostrando arroganza” ed evidenziando “l’incoerenza tra parole e fatti, con accuse di populismo e violenza verbale da parte della maggioranza”. “Le sottoscritte esponenti del M5s - ha continuato - ribadiscono la posizione chiara del Movimento: non accedere al sistema contributivo, pur riconoscendone legittimità normativa, perché ora le priorità della Basilicata sono altre, come lavoro e welfare”. Ha sottolineato “il valore del fondo contributivo come strumento sociale reale e l’importanza di distinguere indignazione legittima da odio, riaffermando la necessità di coerenza, responsabilità e attenzione ai bisogni concreti dei cittadini”. Chiorazzo (Bcc) ha parlato di “passione e coerenza nel ruolo politico, criticando la gestione del dibattito sul ripristino dei vitalizi e le incoerenze tra parole e fatti”. Ha ribadito la “posizione chiara di Basilicata Casa Comune contro i privilegi, denunciando errori procedurali e mancanza di trasparenza, e la discrepanza tra dichiarazioni nazionali e atteggiamento regionale”. Ha richiamato “esempi virtuosi di altre regioni, confrontando indennità e rimborsi con la media nazionale”, e ha evidenziato “l’impatto negativo sulla credibilità politica e sul rapporto con i cittadini. Ha sottolineato l’importanza di “ascoltare la volontà popolare, concentrarsi su lavoro e welfare e rispettare il principio di servizio della politica, impegnandosi personalmente a devolvere somme che lo riguardano a sostegno dei giovani e chiedendo l’abrogazione immediata della norma”. Morea (Azione) ha espresso disagio per “il clima di offese e speculazioni politiche, sottolineando la necessità di serietà, rigore e trasparenza nel dibattito”. Ha evidenziato “l’incoerenza di chi condanna a parole ma sfrutta politicamente le situazioni, ribadendo il valore della dignità personale e del rispetto reciproco, anche di fronte a critiche e insulti”.
Fanelli (Lega) ha ricordato che “i vitalizi sono stati aboliti in Italia dal 2012 e che il sistema in discussione, tema dell’odierna seduta consiliare, è il sistema contributivo, certo non paragonabile ai vecchi vitalizi”. Ha sottolineato “la necessità di garantire equità e accessibilità alle cariche pubbliche, riconoscendo i contributi a chi svolge attività politica senza compromettere la propria professione o la dignità economica”. Parlando della gestione del fondo, ha precisato che “non riguarda politiche sociali strutturate né sottrae risorse ai cittadini bisognosi, e ha illustrato le modalità di erogazione a progetti meritevoli. Ha ribadito l’eliminazione della retroattività e la facoltatività del contributivo, invitando all’onestà, alla trasparenza e a valutare la norma in coerenza con altre realtà nazionali, evitando fraintendimenti o speculazioni politiche”. Per Lacorazza (Pd) “non possiamo più rinviare l’attuazione degli strumenti di partecipazione popolare previsti dallo statuto, per rinforzare il rapporto con i cittadini. La politica deve uscire dalla sua bolla e concentrarsi su democrazia e partecipazione, chiarendo costi e modalità degli interventi, gestendo le scelte in modo trasparente. È necessario fermarsi, riflettere e trovare tempi e modalità adeguate per ricostruire il valore dell’istituzione, evitando che episodi interni compromettano l’immagine della Regione e concentrandosi su temi concreti come Sanità, infrastrutture, agricoltura per il benessere dei cittadini”. Infine, il consigliere Napoli (FdI) ha affermato che “il modo per riconnettersi con la comunità lucana è parlare con verità. In questi giorni si è detto di tutto, ma la politica non si misura sul rumore. I vitalizi, nati negli anni Settanta, non li abbiamo introdotti noi, erano assegni legati al ruolo e non ai contributi, per questo sono stati superati dal 2011. Restano diritti acquisiti che non si possono cancellare retroattivamente, ma si può fare diversamente per il futuro. Il sistema contributivo è diverso, restituisce solo quanto versato. Confondere le due cose crea una narrazione distorta. Abbiamo corretto ciò che era necessario, eliminando ogni retroattività. Il referendum è legittimo, ma la democrazia vive anche nel confronto istituzionale. La credibilità si difende con la verità e con scelte responsabili, anche quando sono impopolari. E soprattutto si rafforza mettendo al centro i problemi reali dei cittadini, non le polemiche strumentali”.

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