30 anni fa San Giovanni Paolo II in Basilicata, il ricordo del laicato lucano

POTENZA- “Trenta anni or sono, il 27 e 28 Aprile 1991, San Giovanni Paolo II, il Papa che ha cambiato il corso della storia, volle farsi pellegrino tra le genti lucane su invito del compianto mons. Giuseppe Vairo… Furono due giorni memorabili in cui, senza risparmiarsi, egli tastò il polso di una terra in cerca di riscatto, ascoltando tutti e pronunciando una decina di discorsi che racchiudono novità di pensiero e un intatto valore profetico ancora da approfondire”.


La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, accoglie quindi con grande gioia la decisione dei nostri vescovi, guidati da mons. Salvatore Ligorio, di celebrare in autunno (non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno) un convegno regionale che favorisca il grato ricordo di quell’evento di grazia e incoraggi la rimeditazione di parole che non possiamo lasciar cadere nel frantoio impietoso del tempo, perché tuttora capaci di infondere coraggio e sostenere le attese e i migliori propositi del nostro popolo.

Aspettando Giovanni Paolo II a Potenza 28 Aprile 1991


“Il Santo Padre – spiega Giancarlo Grano segretario Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicalia- veva già commosso noi lucani undici anni prima, quando era volato a Potenza senza indugio, per mostrarci la sua vicinanza nell’ora del rovinoso sisma del 1980 … Poi, con la sua visita pastorale del 1991, ha voluto lasciarci qualcosa di più: la sua eredità, un messaggio morale, spirituale e sociale che, se pienamente accolto, potrà segnare in profondità i destini della regione. Nei suoi messaggi possiamo ritrovare nuova ispirazione per superare le persistenti emergenze dello sviluppo e dell’occupazione, ed invertire la tendenza al declino regionale tuttora preoccupante. Anche il richiamo alle risorse umane e ambientali della regione e alle sue radici cristiane, possono contribuire a una nuova stagione di crescita socio-economica. Restano memorabili gli ammonimenti del Papa ai politici e agli amministratori, come pure l’incoraggiamento al mondo del lavoro e dell’università. Ma anche i discorsi più tipicamente ecclesiali, quelli rivolti agli operatori pastorali, al Sinodo diocesano, ai quindicimila giovani nello Stadio Viviani e ai cinquantamila convenuti nella piana di Tito scalo (dove indicò in Maria la “Regina delle Genti Lucane”) preconizzano l’avvento di una Chiesa tutta sinodale, fraterna e missionaria, e quindi votata al bene comune.


L’iniziativa prevista dai nostri vescovi potrà dunque rinvigorire l’impegno delle realtà ecclesiali e di tutte le istituzioni civili della regione, perché si realizzi pienamente quella che fu la consegna più accorata che San Giovanni Paolo II volle lasciarci; l’obiettivo cioè dell’unità e della concordia regionale: … E tu, Chiesa della Lucania, terra di luce, cammina unita verso la perfezione dell’amore!”.