Abusivismo, estetisti, parrucchieri, meccanici e falegnami nella rete della Gdf

POLICORO- Fiamme gialle al lavoro a Policoro nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo commerciale. Otto le attività completamente sconosciute al fisco, illecitamente svolte presso domicili e strutture private, senza le prescritte autorizzazioni. I controlli sono scattati dopo un intervento “massivo” presso le abitazioni adibite a saloni e centri estetici, nei locali trasformati in officine meccaniche e laboratori di falegnameria, previo nulla osta della competente Autorità Giudiziaria. I militari sono intervenuti a seguito di un’accurata attività investigativa condotta unitamente a personale specializzato dell’Azienda Sanitaria di Matera, qualificato per gli aspetti igienico sanitari.

Dagli accertamenti svolti si è potuto stabilire come le attività di parrucchiera, trattamenti per il corpo, manicure, pedicure ed altro, fossero svolte in spregio della normativa regolante il settore: attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico in locali non idonei, privi della conformità ai requisiti igienico sanitari ed edilizi-urbanistici. Sono state rinvenute rilevanti quantità di prodotti cosmetici, smalti, creme, lozioni, fanghi ed i classici lettini ad uso della clientela e sono stati sequestrati i locali utilizzati per le attività abusive. Per quanto riguarda i meccanici abusivi, riscontrata la mancata iscrizione alla Camera di Commercio e la carenza di atti autorizzativi necessari all’avvio ed all’esercizio dell’attività imprenditoriale, sono state confiscate tutte le attrezzature utilizzate (ponti sollevatori, pistole pneumatiche, idropulitrici, compressori, saldatrici, banchi da lavoro, cric, utensili vari). I finanzieri di Policoro, pertanto, dopo aver constatato che le prestazioni rese dagli artigiani controllati, tutti privi di partita IVA, sono state realizzate completamente “in nero”, in violazione della normativa fiscale tributaria, hanno avviato e concluso tutte le procedure per ricostruire il reale volume d’affari realizzato negli anni d’imposta 2018 e 2019. Risultati sottratti a tassazione introiti per 112mila euro complessivi, con Irpef evasa per 25mila euro. Applicate sanzioni per un totale di 20mila euro