Acquedotto Lucano, la Cgil punta il dito sulla situazione finanziaria e organizzativa

POTENZA – La Cgil Basilicata e il coordinamento regionale Filctem Cgil sono fortemente preoccupate per la situazione finanziaria e organizzativa in cui versa Acquedotto Lucano Spa.“I non confortanti e ripetuti attacchi sui media in ordine a varie vicende che hanno coinvolto l’immagine dell’azienda lucana, cui è affidato il servizio idrico integrato regionale – spiegano Angelo Summa e Francesco Iannielli della Cgil – ne sono una chiara cartina di tornasole e hanno messo in luce le gravi falle nel sistema organizzativo e gestionale. Un sistema improntato su un approccio unilaterale con il quale sono stati imposti anche importanti sacrifici economici ai lavoratori che, pur in numero esiguo, con enorme senso di responsabilità e grande abnegazione hanno evitato disagi ai cittadini lucani, garantendo in tutte le situazioni una costante erogazione della risorsa idrica.Basti pensare all’elevato numero di ferie accumulate dal personale le cui attività sono indifferibili e che, a un anno dall’inizio della pandemia, non hanno mai mollato, pur nelle varie difficoltà. Bisogna partire da una inevitabile e non più procrastinabile azione di risanamento attraverso una revisione della spesa rispetto ai costi superflui, impropri e non indispensabili, e più in generale ai costi “governabili”. Le preoccupazioni per un sistema che ormai tentenna nella sua tenuta – aggiungono – sono oggi aggravate anche dallo scenario che si prospetta con la recente approvazione del disegno di legge che prevede la liquidazione del Consorzio industriale della Provincia di Potenza e la costituzione della società Api Bas SpA.