Amministrative Matera, parla Bennardi: “Non correremo da soli. Se il Pd cambiasse pelle…”

MATERA – Un programma ben preciso che ha alla base una parola chiave: sostenibilità.

Per il futuro della Città dei Sassi e per ripartire dopo il Covid con una proposta che punta a un turismo intelligente e interconnesso ma anche ad una gestione della città (differenziata e mobilità) altrettanto sostenibile. Ma questa sostenibilità il Movimento 5 stelle e in particolare il candidato sindaco della Città dei Sassi, Domenico Bennardi (45 anni, imprenditore e docente che opera nel settore della formazione e dei beni culturali) la applica anche alla politica.

Alla possibilità di guardare ad un orizzonte comune con le altre forze civiche materane. “Il Movimento non corre da solo. Stiamo interloquendo e lo faremo ancora con le diverse forze civiche con le quale abbiamo in comune molti ideali”. E con il Pd? “Le porte non sono totalmente chiuse, ma non con questo Pd che ha affossato la politica lucana e cittadina. Abbiamo colto l’invito di Conte a dialogare ma serve un cambiamento”. Tra gli obiettivi di Bennardi c’è anche la difesa dell’ospedale materano rispetto gli accorpamenti previsti nella bozza di riforma sanitaria e in ultima istanza, una visione politica più ampia che gli permette già di spaziare a 360 gradi sulla situazione regionale. “Cosa ha fatto il centrodestra per Matera in questi mesi? Nulla”.
Dopo il lockdown, in questa emergenza sanitaria come riparte Matera, lei ha inteso mettere nel suo programma una voce, il Turismo smart. Che cosa intende?
“Matera come tante altre città, è rimasta sospesa in questo limbo, la nostra visione è quella di ripartire in modo resiliente puntando molto sul turismo. Un turismo smart vuol dire l’opportunità di rivedere la visione turistica in chiave sostenibile, rispettosa dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio, non ci deve interessa il turista mordi e fuggi che viene sporca e se na va. Vogliamo che il turista rimanga il più possibile. L’obiettivo è fare rete con il territorio suburbano e regionale. In modo che ci sia mobilità, attirando un turismo che si intrattenga il più possibile. Smart vuol dire sostenibilità ma anche accessibilità in termini di utenza disabile e debole. Accessibilità per tutti. Un turismo attento alle fasce più deboli”.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Mara Risola