Amministrative, nel Pd potentino è scontro: “Assenti sui temi e lista senza appeal”

POTENZA – “E’ vero non è il tempo delle fughe ma sicuramente è il momento dell’analisi di una pesante sconfitta e di azioni consequenziali”. “È vero che gli errori non sono solo dell’ultimo anno e anzi vengono da lontano, così come è vera la situazione di inagibilità politica all’interno dell’amministrazione comunale da te ereditata. Ma caro segretario, proprio uscire da tale situazione faceva parte del tuo mandato e non mi sembra che il partito abbia creato tanti momenti di discussione e di analisi per superare le divergenze esistenti”. Smaltita la delusione per la sconfitta a Potenza, nel Pd si riaccende lo scontro. A prendere la parola è Carmine Croce, componente della commissione regionale di garanzia che replica alle parole del segretario cittadino Donato Pessolano. «Compito del segretario – afferma Croce – è proprio quello di unire le diverse sensibilità e portarle ad una sintesi unitaria che doveva poi rispecchiarsi in una lista capace di riconquistare almeno una parte di elettori. Abbiamo invece assistito, quasi inermi, alla fuga di classi dirigenti verso altri partiti, anche di centro destra, o verso movimenti che alla nostra sinistra hanno saputo interpretare meglio di noi le esigenze dei cittadini. Non siamo stati presenti sui temi e sugli argomenti che interessano la gente, non abbiamo detto niente su trasporti, centro storico, contrade; non abbiamo saputo insomma dare ai cittadini un programma e una visione di città oltre a non essere riusciti ad avere rapporti leali e costruttivi con le altre forze del centro sinistra. Alla fine si è costruita una lista senza alcun appeal, dove una metà dei candidati ha raccolto solo 150 voti. Ma caro segretario -conclude Croce -la lista non si fa negli ultimi 15 giorni chiedendo a telefono ai vari capo correnti i nomi di persone disponibili a candidarsi. Per ripartire, c è bisogno di nuove idee, di nuova linfa e di nuovo entusiasmo e tutto questo potrà aversi solo con l’azzeramento degli attuali organi e con un congresso straordinario».