Arpab, altro che Masterplan: i controlli saranno pagati con le royalties

POTENZA- E’ un inseguimento infinito, con rimpalli di responsabilità assurdi e ridicoli. Risultato: il denaro non c’è e nessuno dei protagonisti va a casa. Anzi, si prospetta qualche avanzamento in carriera. Per lungo tempo, dai banchi dell’opposizione, ha gonfiato il petto già gonfio per natura: “Deve andare a casa!”. Ora che Gianni Rosa è diventato assessore regionale proprio all’Ambiente, Edmondo Iannicelli da direttore generale dell’Arpab non si muove, nonostante la sua agenzia non riesca ad “erogare tutte le prestazioni minime come accade, invece, al Centro e soprattutto al Nord. Al mio arrivo – dice – l’Arpab non svolgeva il 40 per cento delle prestazioni richieste per carenza di risorse umane, strumentali e finanziarie”. Prudentemente, parla al passato e nasconde la dolorosa realtà del momento. Se i servizi non vengono erogati, ovviamente, la colpa è della Regione. Che pure è andata in suo soccorso un paio di anni fa quando ha approvato un progetto di potenziamento delle attività dell’Arpab, con un nome all’inglese (Masterplan) tanto per dare un tono allo stesso progetto che pesa sulle tasche dei lucani 35 milioni di euro.

 

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