Atella, quel cimitero rimasto vuoto da 30 anni per superstizione

ATELLA- In Basilicata rischiano di morire per “disoccupazione” anche i cimiteri.

Infatti, se a Rionero in Vulture c’è il tutto esaurito, anche con posti in piedi, ad Atella, invece, poco più di 3mila anime, ce ne sono tre di campisanti: uno, quello della sua prima frazione, Sant’Andrea, è destinato per superstizione a rimanere per chissà quanti altri anni ancora vuoto. Poi c’è quello della seconda frazione di Sant’Ilario ed il terzo, quello del centro, pieno oltre misura tra loculi e lapidi di marmo. Sicché, per i cittadini di questo comune il passaggio all’al di là è più complicato di quanto non lo sia per gli altri esseri viventi del globo terrestre. Ma, il cruccio degli amministratori del passato, e forse anche di quelli attuali, da diversi lustri a questa parte, è sempre stato quello di vedere il cimitero di Sant’Andrea perennemente vuoto. A quanto pare, lamenta l’abbandono più completo non da parte di coloro che l’hanno progettato e realizzato ma da parte dei “fruitori”: i defunti. Infatti, il cimitero di Sant’Andrea, nonostante sia stato realizzato alle pendici dei boschi del monte Vulture, dove, per antonomasia, regna la pace e il silenzio assordante, perché lontano dal caos della vita moderna, non ha mai ospito nessuno, nel sonno eterno, nonostante il camposanto nel momento della sua realizzazione, una trentina di anni fa, sia stato attrezzato di ogni “comfort”.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Franco Loriso