Avigliano, due donne diventano sarte per solidarietà

AVIGLIANO – Uno dei problemi più spinosi, nei giorni durissimi della pandemia, è quello dei dispositivi personali di protezione.

Essi risultano essere introvabili, o se reperibili, mai sufficienti. Nel cuore dell’emergenza Covid-19, le oramai mitiche mascherine per proteggere le vie respiratorie mancano, quasi sempre, negli ospedali, nelle strutture per anziani, nelle aziende e nelle case delle persone.

E mentre il Governo è riuscito a sbloccarne diversi carichi, dotate di filtro antivirale, inspiegabilmente sequestrate alla dogana; mentre qualche sciacallo gonfia i prezzi sul web o mette in atto vere e proprie truffe; mentre stato e regioni hanno iniziato a impegnare cifre ad hoc, chiedendo ad alcune aziende di riconvertire temporaneamente la produzione…ecco che arrivano piccoli gesti o storie di solidarietà, di creatività e di intraprendenza spontanea. Ne è un esempio la città di Avigliano. Già da diverso tempo, qui, numerose sarte del posto si sono messe a disposizione della collettività per produrre e realizzare, in maniera totalmente gratuita, dispositivi di protezione. Una solidarietà, questa, che sta continuando ancora adesso, grazie anche al contributo di una giovane infermiera e di sua madre, che si sono entrambe improvvisate “cucitrici” amatoriali. Il loro obiettivo è stato quello di dare manforte alla causa, producendo ulteriori mascherine, sotto forma di volontariato, da destinare a poliziotti, protezione civile, sanitari, amici e conoscenti. Un aiuto concreto e rilevante a sostegno dell’iniziativa è giunta sia dall’azienda Cmd di Atella, mediante l’intervento di un giovane aviglianese, Donato Pisani, che lavorando in questo stabilimento, si è, appunto, preoccupato di far reperire alle due donne, filtri in polipropilene (materiale filtrante utilizzato anche nelle mascherine chirurgiche) regalate direttamente dalla fabbrica, e sia da semplici concittadini che si sono, invece, prodigati nella donazione di fili e stoffe per la realizzazione delle stesse. Attualmente le due “volenterose” sono riuscite a fabbricare già oltre 200 mascherine. Le mascherine, una volta terminate, sono state consegnate su tutto il territorio gianturchiano dalla protezione civile locale. Impegno, generosità, intelligenza creativa. L’italia bella, che resiste e che collabora, facendo rete e impiegando il tempo in modo sano: meno polemiche, più responsabilità.

di Angelo Lacerenza