Avigliano, oggi ricorrono i 100 anni dalla nascita di un grande archeologo

AVIGLIANO – L’esplorazione del passato è sempre stato uno dei più irresistibili desideri dell’uomo. Oggi, infatti, l’archeologia è nel pieno di una vera rivoluzione. Non si contenta più di seppellire solo pietre ed esotici oggetti d’arte. Gli archeologi cercano di mettere insieme un quadro di come vivevano e di come si comportavano le antiche società, indagano sulle condizioni economiche e il modo di vita della gente comune. La Basilicata è una terra che vanta la presenza di numerosi archeologi o scopritori dell’antichità, ma tra i personaggi più illustri in terra lucana, non si può di certo dimenticare il contributo di Padre Virgilio Corbo. Padre Corbo è stato un archeologo di fama mondiale, un personaggio famoso della cittadina gianturchiana, che svolse la sua attività archeologica in Terra Santa, conferendo un’impronta ed un contributo scientifico, antropologico e culturale straordinario, in particolar modo effettuando e sostenendo differenti scavi riportando alla memoria, testimonianze storiche di notevole spessore. L’archeologo aviglianese ha condotto, quando ancora era in vita, numerose spedizioni: a Betlemme, Gerusalemme, Magdala, Monte Nebo etc. Di particolare rilievo, però, fu l’attività di scavo che riportò alla luce la “Casa dell’Apostolo Pietro a Cafarnao” che rese l’archeologo, di Avigliano, noto a tutto il mondo.

 

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di Angelo Lacerenza