Banca d’Italia, dal Covid il colpo di grazia al tessuto produttivo lucano

POTENZA – La brusca frenata di petrolio e automotive rallenta l’intera economia lucana, sorpresa dalla crisi Covid in una fase congiunturale già di per sé negativa.

Un colpo, quello assestato dall’emergenza sanitaria, che rischia di dare la spallata definitiva ad un contesto stagnante. Non sono positivi i numeri evidenziati dalla Banca d’Italia nel tradizionale rapporto sull’economia della Basilicata, presentato ieri mattina in videoconferenza dal direttore della filiale di Potenza, Carmelo Salvatore Brunetto e dai ricercatori Maurizio Lozzi e Vincenzo Mariani.

Nel 2019 il settore industriale lucano ha risentito del calo della produzione manifatturiera ed estrattiva e della forte flessione delle esportazioni, crollate del 16%. Per quanto riguarda l’automotive, la domanda dei modelli prodotti nello stabilimento Fca di Melfi, si è ridotta, mentre la produzione di greggio è calata di oltre il 10%. Sensazioni positive arrivano invece dal settore della costruzioni con un incremento del valore aggiunto del 3,2% e dai servizi. Il 2019 è stato un anno da record sul fronte del turismo, cresciuto del 5% soprattutto grazie a Matera 2019, ma sarà proprio questo il settore a pagare più di altri le conseguenze della pandemia nel 2020. Bankitalia ha già pesato le prime ripercussioni dell’emergenza Coronavirus sulla nostra economia: il lockdown ha interessato in Basilicata imprese che rappresentano una quota di valore aggiunto del 27%, con una netta prevalenza del settore industriale, dove si prevede un calo di fatturato del 20% nel primo semestre dell’anno. Per l’automotive la crisi Covid ha ulteriormente ridotto la domanda, mentre la produzione di greggio, complice l’avvio di Tempa Rossa, è tornata a salire. In concomitanza, però, con il crollo del prezzo del barile che porterà a pesanti ripercussioni sul gettito delle royalties che Eni e Total verseranno nel 2021.

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di Fabrizio Di Vito