Banche, Popolare di Bari: conto salato per azionisti e dipendenti lucani

POTENZA – Il rischio concreto riguarda azionisti e lavoratori. Il conto – manco a dirlo – lo pagheranno in due nella vicenda che interessa la Popolare di Bari dopo che il Consiglio dei ministri ha varato il decreto per salvaguardare l’istituto bancario più grande del Sud Italia commissariato nei giorni scorsi dalla Banca d’Italia per via di ingenti perdite patrimoniali.

La Popolari di Bari conta in Basilicata 33 filiali più il Centro servizi a Potenza (tre in provincia di Matera e 30 nel Potentino) per complessivi 276 dipendenti. E’ a loro, oltre che agli azionisti che si guarda con maggiore preoccupazione. Se per le migliaia di correntisti c’è la garanzia del fondo nazionale, è alla situazione degli azionisti che si guarda con particolare apprensione, nonostante l’intervento governativo. Il profilo degli azionisti “inconsapevoli” – infatti – preoccupa non poco, soprattutto coloro che hanno acquistato notevoli azioni per ricapitalizzare la banca. Senza contare irregolarità e anomalie gestionali, la pratica delle cosiddette operazioni baciate ovvero i finanziamenti, offerti a tassi di interesse più vantaggiosi, erogati ai clienti a patto che questi acquisti azioni della banca stessa. Accanto a loro poi c’è la situazione del personale. 276 come detto, 105 in servizio soltanto nella direzione del Centro servizi di Potenza, oltre ai 48 nelle sei filiali del capoluogo e i 18 di Matera. Erano poco più di trecento solo pochi anni fa quando già l’effetto della crisi determinò una serie di prepensionamenti oltre all’esodo di una serie di personale più anziano.

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di Celestino Benedetto