Bardi “usa” il Natale per sponsorizzarsi e mandare messaggi più al centrodestra che ai lucani. Ma il bis è un miraggio

Il messaggio del presidente Vito Bardi, che "usa" il Natale per sponsorizzarsi, ma il bis è un miraggio
Il messaggio del presidente Vito Bardi, che “usa” il Natale per sponsorizzarsi, ma il suo bis è un miraggio

POTENZA – Lo schema è deciso da tempo ed aspetta solo di essere tradotto con nomi e cognomi dei candidati governatori. Ma tutto non avverrà prima del nuovo anno, probabilmente intorno alla prima decade quando il centrodestra scioglierà ogni riserva e annuncerà la squadra di candidati presidenti per le Regionali del 2024. Accanto alla conferma di Marco Marsilio in Abruzzo (insieme a quelle di Alberto Cirio e Donatella Tesi per Piemonte ed Umbria) non ci sarà il bis per il leghista Solinas in Sardegna e per Bardi (indicato nel 2019 da FI) in Basilicata. Il centrodestra governa 16 regioni, ma solo in tre il presidente è espressione di FdI. Motivo per cui la situazione va riequilibrata con proporzioni da tarare a beneficio del primo partito d’Italia che nei sondaggi continua a mantenere un consenso elevato.

Nessun margine di trattativa, dunque.

Giorgia Meloni

Tre delle cinque regioni al voto dovranno avere un candidato presidente indicato da Giorgia Meloni, con buona pace di chi come Forza Italia si affanna da mesi a sostenere il Bardi bis. Una valutazione che – pur mettendo in conto un riequilibrio numerico è anche squisitamente politica perché legata all’operato di governo. Nel bilacio fatto già mesi orsono il “cambiamento” annunciato da Bardi nel 2019 si è solo in parte realizzato. E molti sono stati i passi falsi e gli “imbarazzi” di cui Fratelli d’Italia e Lega in primis ne hanno evidenziato i contorni.

Del resto i due partiti di centrodestra in questi mesi non hanno mai sostenuto un bis del governatore né speso pubblicamente le lodi.

La campagna elettorale incombe però ed in attesa della fissazione della data del voto – c’è un range previsto dallo Statuto Regionale che prevede un range tra i 30 giorni prima della scadenza naturale e 60 giorni dopo quindi tra il 24 febbraio e il 24 maggio – è la “exit strategy” per Bardi a dover essere messa in atto.

Il suo nome potrebbe entrare nel rimpasto del governo Meloni con un ruolo da sottosegretario, mentre le attenzioni sono tutte rivolte in via della Scrofa (sede romana di FdI) con la Meloni che, convinta di non poter rinunciare all’apporto di Rosa in Senato, potrebbe tirar fuori un nome terzo (si parla di un imprenditore di Lavello che avrebbe declinato l’invito dei vertici regionali del partito) capace di mettere d’accordo “fratelli” e “fratellastri” lucani, ossia nucleo storico ed esponenti saliti sul carro negli ultimi due anni.

In tutto questo, il presidente Bardi, in quello che potrebbe essere l’ultimo messaggio d’auguri ai lucani, come per i presidenti della Repubblica alla fine del settennato, non ha perso occasione per utilizzare il Natale per sponsorizzarsi.

E mandare un messaggio più alla sua maggioranza e alle forze politiche che lo sostengono che ai cittadini.

Tra l’auto esaltazione delle cose fatte – smentite per la verità da tutti gli ultimi report e dagli studi, Banca d’Italia, Istat, Corte dei Conti, Agenas solo per citarne alcuni – e una visione della realtà fortemente scollegata allo stato di salute dei lucani, Bardi si è spinto oltre.

“Consentitemi di non guardare agli ultimi 12 mesi, che pure testimoniano impegno e risultati – si è “autoincensato” – ma di guardare ai prossimi mesi e al futuro di questa regione che ancora di tanto ha bisogno ma che soprattutto tanto merita”. Un messaggio ottimistico, da candidato in pectore come pure continua a ritenersi, in assenza però del minimo sostegno dei partiti.

Leggi anche:

Il punto di vista di Nino Grasso – Parchi fotovoltaici galleggianti, in Regione spuntano 15 operazioni “sospette”