Barile, intitolazione sala consiliare: D’Andrea ora diffida il prefetto

BARILE – Non accenna ad esaurirsi la polemica sull’intitolazione della sala consiliare di Barile ad Andrea D’Andrea.

Dopo le rimostranze esternate dall’Anpi in merito al passato politico durante il periodo fascista del primo sindaco del Comune vulturino e la decisione del prefetto di Potenza di accogliere la richiesta di invalidare la cerimonia prevista per domani, il figlio Emilio D’Andrea, nonché già consigliere comunale e consigliere regionale ha deciso di diffidare Vardè ad ”annullare con effetto immediato la predetta nota del 16/12/2019 con cui si invita il Comune di Barile a sospendere la manifestazione”. L’Anpi ha ricordato l’incarico di ”caposquadra della m.v.s.n. (milizia volontaria per la sicurezza nazionale) con le funzioni di istruttore militare e comandante della G.i.l. (Gioventù italiana)” ricoperto da Andrea D’Andrea, ritenendo pertanto quella intitolazione di ”cattivo gusto”. All’associazione dei partigiani aveva già replicato l’ex consigliere regionale, spiegando che è intenzione del Comune associare il riconoscimento al significato storico della fascia tricolore indossata per dieci anni a Barile. Ora D’Andrea torna all’attacco e si appella al prefetto.

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