Bimba morta a Brienza nel 2020, in aula versioni contrastanti dai consulenti

POTENZA – E’ entrato nelle fasi decisive il processo di primo grado relativo alla morte di una bambina di Brienza di poco meno di quattro anni, stroncata dalle complicazioni innescate da una polmonite lobare nel marzo del 2020. Erano i primissimi giorni del lockdown anti-Covid, ma il tampone effettuato dopo il decesso della piccola aveva dato esito negativo. Sul banco degli imputati c’è la sua pediatra con l’accusa di responsabilità colposa per la morte in ambito sanitario e di omissione in atti d’ufficio. Secondo la ricostruzione della procura la dottoressa non avrebbe adottato tutte le terapie in grado di evitare il repentino peggioramento delle condizioni di salute della bambina. L’esito della perizia disposta dalla procura non coincide con quello dei consulenti della difesa, sentiti ieri in qualità di testimoni insieme al consulente di parte civile.

“La bambina poteva salvarsi se ricoverata prima”, evidenziano i periti della parte civile, “No, decesso causato da miocardite imprevedibile” è invece la sintesi di quelli della difesa.

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