Bonus gas, è scontro tra Anci e Regione. L’autocertificazione? Un ostacolo per cittadini e amministrazioni comunali

POTENZA – Il bonus gas promesso ai lucani da Bardi rischia di incagliarsi a causa delle lungaggini burocratiche e del pochissimo tempo a disposizione per espletarle. Oltretutto in barba alle carenze d’organico delle amministrazioni Comunali e in assenza di un programma operativo concordato con i Comuni. E così scoppia la miccia dello scontro tra Regione e Anci.

Da viale Verrastro arriva la richiesta ai cittadini di presentare autocertificazione tramite spid o agli sportelli dei Comuni di residenza, in un lasso di tempo di soli 5 giorni, dal 10 al 15 ottobre prossimo. Bisogna indicare i dati anagrafici e quelli relativi alla fornitura del contatore ma solo per uso domestico e per la prima abitazione.

Oggi la riunione del direttivo Anci pronto a respingere ai tecnici regionali la gestione delle pratiche, nell’impossibilità da parte delle amministrazioni comunali di raccogliere le domande in assenza di personale amministrativo dedicato. Senza contare le difficoltà per la popolazione anziana poco avvezza alle procedure online o alla compilazione di documenti tecnici. Provvedimento non concordato che mette in gravi difficoltà i Comuni- fa sapere il presidente Anci Andea Bernardo- che sottolinea come nel disciplinare della Regione il compito di fornire le anagrafie dei clienti e di applicare lo sconto era affidato direttamente alle società fornitrici.