Brindisi di Montagna, via “perché fuori dagli schemi” il prete che animava il paese

BRINDISI M. – Sembra una storia d’altri tempi, quella vissuta in questi mesi dalla comunità di Brindisi Montagna, che ha avuto il suo culmine nella giornata della festa del Corpus Domini. E proprio in uno dei giorni più importanti per la Chiesa cattolica, si è consumata una protesta singolare, silenziosa e, al tempo stesso dirompente. All’uscita della processione, quando le campane normalmente suonano festose, sul sagrato della chiesa di San Nicola è arrivato invece un suono lugubre e triste, come quando si annuncia che qualcuno ci ha lasciato per sempre. Questa storia, per dirla con Fabrizio De André, è una storia sbagliata: storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale. Circa due anni fa a Brindisi arriva, quale reggente della parrocchia, dunque non titolare, un nuovo parroco (don Giuseppe, ndr), un prete giovane, che fin da subito rompe un po’ gli schemi, interessandosi soprattutto di dare uno spazio ai bambini e ai ragazzi del paese, facendo vivere a pieno l’oratorio a loro e alle loro mamme, che vi trovano un luogo di integrazione e accoglienza.

 

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