Caporalato e sfruttamento lavorativo, raffica di controlli nelle aziende agricole del Metapontino

MATERA – 185 aziende ispezionate, 1209 lavoratori controllati, 63 posizioni lavorative in nero: questi i numeri che arrivano dalla task force ispettiva coordinata dall’Ispettorato del Lavoro di Potenza e Matera che nel giro di quasi due mesi ha svolto un’attività di vigilanza nel settore dell’agricoltura per il contrasto ai fenomeni del caporalato e sfruttamento lavorativo. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme , finanziato dalla Commissione Europea – e che vede in campo ministero, ispettorato nazionale, tutte le regioni del Mezzogiorno e l’organizzazione internazionale per le Migrazioni. I controlli hanno interessato le aziende agricole più importanti per tipologie di coltivazioni e numero di dipendenti nella fascia del Metapontino.

Dei 1209 lavoratori controllati 537 sono italiani, 288 comunitari e prevalentemente di nazionalità rumena e 384 proveniente da Paesi al di fuori dei confini europei. Dagli accertamenti sono risultate 63 posizioni lavorative “in nero”, di cui 21 italiani, 38 provenienti extracomunitari e 4 comunitari. Nelle operazioni sono state essenziali le segnalazioni fornite dai mediatori culturali che hanno permesso di rilevare un fenomeno di sfruttamento lavorativo che è sfociato, attraverso gli accertamenti condotti nei giorni successivi insieme con gli ispettori ASM, in una informativa all’Autorità giudiziaria per il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”. Per il caso specifico, attraverso il lavoro dei mediatori culturali e dei loro referenti, è stata allertato anche il CESTRIM (Centro anti tratta) per fornire un alloggio e un lavoro ai 3 lavoratori extracomunitari, vittime dello sfruttamento. Gli accertamenti ispettivi sono ancora in corso per valutare se sussistono eventuali ulteriori elementi di irregolarità.