Caporalato, un progetto per sottrarre 50 donne dal reclutamento

POLICORO- Cinquanta braccianti pugliesi e lucane, fino a ieri vittime di sfruttamento, da oggi saranno coinvolte nella prima filiera bio-etica contro il caporalato dedicata alle donne.

Il progetto “Donne braccianti contro il caporalato’ è frutto dell’intesa tra l’associazione internazionale anti-caporalato Nocap (impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori), il Gruppo Megamark di Trani (leader della distribuzione moderna nel Mezzogiorno con oltre 500 supermercati) e Rete Perlaterra (associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra).

L’iniziativa, che nasce a cinque anni dalla tragica morte nelle campagne di Andria della bracciante Paola Clemente, segue quella avviata lo scorso settembre dagli stessi attori che, dando vita alla filiera etica contro il caporalato ‘Iamme’, ha consentito di regolarizzare finora circa 150 braccianti extracomunitari tra Capitanata in Puglia per la raccolta di pomodori da trasformarsi in conserve, Metapontino per la raccolta e confezionamento di prodotti freschi e Ragusano per la coltivazione di pomodori.

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