Card benzina, è caccia al tesoro della Regione: 47 milioni da recuperare

POTENZA- La “caccia al tesoro” risale a qualche mese fa. Nei vesti di “Indiana Jones” l’assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo si è imbattuto in documenti negli uffici del Dipartimento che facevano riferimento a 40 milioni 525mila 986 euro che la Regione aveva maturato nel 2015 per effetto dell’abolizione della card carburanti e a distanza di cinque anni non ha ancora incassato dal ministero Economia e finanza.

A parte un paio di lettere di sollecito da viale Verrastro all’epoca – racconta Cupparo – non è stato fatto altro per esigere soldi spettanti alla nostra Regione e che naturalmente specie nell’attuale situazione di difficoltà per chiudere il bilancio preventivo 2020 servirebbero a tappare più di una “toppa” ereditata.

Si pensi – aggiunge – che con 40 milioni di euro faremmo fronte al Piano forestazione e ai salari degli addetti. Alla richiesta di delucidazioni partita dagli uffici regionali il Mise in una lettera datata 29 gennaio 2019 ha confermato cifre e circostanze senza però spingersi oltre. Sempre secondo la “caccia al tesoro” è stato possibile ricostruire che le risorse derivanti dal 3% delle royalties per il petrolio estratto in Val d’Agri non sono mai state trasferite alla tesoreria regionale e pertanto sono andate “in economia” che in termini pratici significa che sono state incamerate o “parcheggiate” al Mef che comunque non può disporne.


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di Arturo Giglio