Cari presidenti Matera non può viaggiare a scartamento ridotto

di Nicola Pavese*

Non capita di frequente in una città italiana l’arrivo, in contemporanea, del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. Di per sé è già questo una gioia ed un motivo di festa per tutta la comunità. Nella nostra città, poi, l’arrivo di Sergio Mattarella e di Giuseppe Conte costituisce un fatto straordinario destinato a essere ricordato nel tempo, perché la loro partecipazione conferisce prestigio ed importanza all’apertura dell’evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. Una presenza significativa che fa sentire, anche questa volta, lo Stato vicino alla comunità e rafforza il legame con le Istituzioni repubblicane, e quest’ultime con il mondo giovanile. Ai presidenti Mattarella e Conte, dunque, va il saluto dell’associazione “Matera Ferrovia Nazionale”. In un momento in cui le popolazioni e il Paese sono alla ricerca di riferimenti democratici e valori illuminanti, i presidenti della Repubblica e del Consiglio a Matera testimoniano la presenza e le attenzioni dello Stato, insieme al loro impegno per recuperare anche il divario sociale ed economico tra il Nord ed il Sud dell’Italia. Che innanzitutto non è una situazione rispettosa della Costituzione Italiana, visti la disparità e i penalizzanti ritardi infrastrutturali proprio nel Mezzogiorno d’Italia, e in Basilicata in particolare. All’art. 119 della Costituzione, infatti, si legge che «tutti i cittadini italiani devono ricevere la stessa qualità dei servizi, indipendentemente dalla regione nella quale sono nati o vivono». A noi dell’associazione “Matera Ferrovia Nazionale” il pensiero va alle Ferrovie dello Stato, purtroppo negate sin dalla fine dell’Ottocento alla città di Matera, elevata nel 1927 a Provincia e oggi celebrata come Capitale Europea del la Cultura 2019. Una situazione negativa che ha creato nel tempo notevoli ritardi nelle infrastrutture, nei collegamenti, nelle esportazioni e nei servizi che, quindi, ha pesato enormemente sullo sviluppo e sulla crescita della nostra città, del territorio provinciale e dell’intera Basilicata. Ritardi che sono sotto gli occhi di tutti coloro che vengono, anche dall’estero, a visitare la Città dei Sassi, che recentemente sono stati evidenziati dal Sole24ore, con quell’impietoso 78esimo posto nella classifica nazionale relativa alla qualità della vita. Anche per questo chiediamo un’accelerata sui lavori di completamento della tratta FS Ferrandina-Matera e la sua prosecuzione per Bari, via Gioia del Colle. In questo contesto la Vostra presenza a Matera il 19 gennaio 2019 è un avvenimento straordinario e storico. Che secondo noi, non può esaurirsi con una “presa d’atto” che Matera non è più la «vergogna nazionale» e può guardare al futuro con orgoglio e una certa speranza. Se è vero come è vero che lo Stato oggi non è lontano, non è sordo, non è indifferente è questo il momento in cui bisogna uscire dall’equivoco e la politica locale proprio in questa occasione solenne, deve riconoscere che le Ferrovie dello Stato non possono continuare a non collegare direttamente la città di Matera con il resto del Paese e dell’Europa. Auspichiamo, pertanto, proprio nell’eccezionalità dell’evento internazionale di Matera/2019, che il Sindaco e le autorità locali e regionali pongano al primo posto tra le priorità e, quindi, “obiettivo irrinunciabile”, la questione FS a Matera. Finora, nonostante le visite di ministri (come quelle frequenti di Lezzi e di Toninelli in questi giorni), sottosegretari, parlamentari e rappresentanti dello Stato a vario titolo nella nostra città, tale fabbisogno non è stato mai indicato come prioritario e dunque importante e determinante per il turismo, le aziende, il lavoro, l’occupazione e come unico antidoto allo spopolamento dei paesi e alla piaga dell’emigrazione dei giovani. Continuare a rinunciare ai grandi collegamenti ferroviari statali, che possono avvicinare Matera agli standard delle città italiane ed europee più evolute, è una scelta inspiegabile e dannosa. Un atto di autentico autolesionismo che va evitato perché non trova alcuna giustificazione e mortifica il desiderio di modernità ed efficienza che deve ispirare il futuro. Nel logo dell’associazione “Matera Ferrovia Nazionale” è disegnato (non a caso) il profilo del Frecciarossa che esce dal tunnel nero della vergogna, e si dirige deciso verso Matera, riconoscibile dalla presenza dei suoi monumenti-simbolo che attendono da tempo l’arrivo proprio di un «treno vero». Noi crediamo che tutto ciò non deve essere solo un auspicio e che queste problematiche possano trovare condivisione e l’appoggio sia del presidente Mattarella che del Presidente Conte. Matera e la politica locale sono chiamate a fare una scelta chiara, responsabile e definitiva sul futuro della città e sul destino delle persone. Che ovviamente non può continuare a essere a ”scartamento ridotto”. Molto diverso da quella modernità, da quel dinamismo e da quella civiltà che le Ferrovie dello Stato hanno saputo imprimere da oltre 150 anni all’Italia, assicurando ovunque quello sviluppo sociale, economico e turistico che ormai non può non arrivare anche dalle nostre parti.

*Presidente Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”