Casi Nicastro e Parisi e tamponi sotto mentite spoglie, in 10 a settembre davanti al gup per l’udienza preliminare del processo

POTENZA – Prenderà il via il 19 settembre, davanti al gup del tribunale di Potenza, Lucio Setola, l’udienza preliminare del processo relativa all’inchiesta sui decessi, causa Covid, dei potentini Antonio Nicastro e Palmiro Parisi, stroncati dal virus nella primavera 2020 dopo essere stati sottoposti in ritardo, secondo l’accusa, al tampone. Dieci le persone per le quali l’accusa in aula ribadirà la richiesta di rinvio a giudizio. Concorso in rifiuto in atti d’ufficio, falsità ideologica, falsità materiale e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario sono i reati, a vario titolo, contestati. Antonio Nicastro, blogger potentino di 67 anni, aveva perso la sua battaglia contro il virus il 2 aprile 2020. Tra gli imputati spiccano i nomi dell’attuale direttore generale facente funzione dell’Asp, Luigi D’Angola (all’epoca dei fatti direttore sanitario) e del direttore facente funzione dell’Unità Operativa Complessa di Igiene e Sanità Pubblica, Michele De Lisa, accusati di concorso in rifiuto in atti d’ufficio per non aver tempestivamente sottoposto al tampone Antonio Nicastro.

Il punto centrale, per la procura, è da ricercare nel mancato ricovero di Nicastro il 13 marzo 2020: il dirigente medico del pronto soccorso in servizio quel giorno, Silvana Di Bello, è accusata di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. L’accusa di rifiuto in atti d’ufficio riguarda anche Nicola Manno, dirigente dell’Uo Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp e tre infermiere, Carmelina Mazza, Maria Tamburrino e Maria Neve Gallo, tutte addette al centralino del servizio 118 in occasione delle richieste telefoniche effettuate da Nicastro e Parisi. Un secondo filone d’inchiesta riguarda, alcuni tamponi effettuati “sotto mentite spoglie”. Il coordinatore della task force regionale per il contrasto al Coronavirus, Michele Labianca e il direttore medico dell’ospedale San Carlo di Potenza, Angela Pia Bellettieri, sono accusati di falso in atto pubblico per essersi sottoposti al tampone in assenza di esigenze connesse a link epidemiologici per poi falsificare i propri nomi apposti sui moduli di richiesta del test anti-Covid per mascherare l’esecuzione dello stesso. Concorre nel reato anche la coordinatrice del reparto di Malattie Infettive, Pasqualina Sarli, accusata di aver offerto la propria collaborazione.