Caso Barresi, Lega “spaccata”. “Tra i nostri c’è chi non ha studiato bene”

POTENZA – “Barresi? Non è un fatto personale, ma un amministratore pubblico che si comporta male va cacciato. Invece qua ci sono parecchi soggetti che si trincerano dietro la scadenza annuale, del triennio, del biennio…Poi c’è qualcuno che pensa di essere illuminato da Dio…”.

Pratico e determinato. Marzio Liuni, commissario regionale della Lega, non fa troppi giri di parole rispetto all’ultima polemica scoppiata sul direttore del San Carlo e che ha visto contrapposti tra i banchi del Consiglio regionale i consiglieri leghisti. E spiega qual è la linea ufficiale del partito di Alberto da Giussano. “Siccome sono nomine politiche, io riterrei che per correttezza, se cambia totalmente la rotta, uno mette a disposizione il suo mandato. Se è bravo che interesse ha la Lega o chi per esso a mandarlo via?”. Un messaggio forte e chiaro. Come pure quello rivolto al consigliere Zullino che sostiene l’operato del dg dell’ospedale potentino e che da mesi battibecca con la collega Dina Sileo, stesso gruppo, stessa maggioranza in Regione. “Probabilmente qualcuno non ha studiato bene, non è la prima volta che denoto un po’ di leggerezza…”. Senza tralasciare l’operato della giunta e l’azione politica (“va un po a rilento, anche per via della prima esperienza in assoluto tra i banchi regionali”), fino ad annunciare un cambio di passo a livello di proposte di legge a partire dal nuovo anno compreso l’invito a far lavorare Bardi e i suoi assessori in completa autonomia.
Onorevole Liuni, cosa sta succedendo sulla vicenda San Carlo e qual è la posizione della Lega?
Due cose. La linea della Lega su chi si comporta male, un amministratore pubblico che si comporta male, è che va cacciato. Stop. Si chiami Barresi o con qualunque cognome. Non è un fatto personale, però questa è la linea precisa. Uno…
E due?
Noi abbiamo fatto una campagna elettorale fondata sul cambiamento di un apparato che fino a quel momento non aveva dato grandissimi risultati. E questo nella sanità ed in altri settori. Per cui riteniamo che quando le nuove forze politiche arrivino a governare la Regione siano in tutto il diritto di poter prendere decisioni e magari cambiare gli uomini e le donne che hanno condotto in maniera non sufficientemente buona gli enti da loro guidati. Poi, siccome sono nomine politiche, io riterrei che per correttezza, se cambia totalmente la rotta uno mette a disposizione il suo mandato. Invece qua…

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Celestino Benedetto