18 Sep 2019
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Caso Simon, il dirigente del 118: “L’inchiesta della procura non ci preoccupa”

POTENZA – Il dirigente responsabile delle postazioni 118 Basilicata Serafino Rizzo torna a ribadire che non ci sono stati ritardi nell’avvio dei soccorsi. E si dice tranquillo in merito all’inchiesta avviata dalla Procura di Vallo della Lucania. Il giovane escursionista francese Simon Gautier, caduto in un dirupo e ritrovato 9 giorni dopo la sua richiesta di soccorso, avrebbe perso coscienza tre quarti d’ora dopo la segnalazione trasmessa telefonicamente ai sanitari lucani. Vani si sono rivelati i tentativi di individuarlo celermente, da parte del corpo soccorso alpino e speleologico. Il 27enne non ha potuto visualizzare quell’sms, né tantomeno inviare un riscontro. Era già troppo tardi. Rizzo, quindi, fa notare come la macchina dei soccorsi sia stata attivata immediatamente. Vale a dire alle 10,30, non appena è arrivata la prima localizzazione. Un’ambulanza è partita verso località Massa a Maratea, sul posto sono sopraggiunti anche i carabinieri e i componenti del soccorso alpino. “Una cella telefonica che abbraccia un territorio vasto, che comprende la Calabria sino alla Campania, ma inviata l’ambulanza sul luogo – afferma il dirigente – l’esito è stato negativo”. “Che potesse essere nel territorio campano – prosegue Rizzo – lo abbiamo immaginato una volta assunta la notizia che lui era partito da Policastro ed era diretto verso Napoli. Abbiamo subito trasferito la segnalazione alla centrale operativa di competenza, che è quella di Vallo della Lucania”. Ma è un intero Paese ad essere in ritardo nell’applicazione del sistema di geolocalizzazione per le emergenze, nonostante la direttiva europea lo abbia reso obbligatorio. “In Italia – ci dice Rizzo – non c’è un sistema di geolocalizzazione, anche perché il nuovo sistema di cui tanto si parla, quello dell’Aml, in realtà non è ancora attivo sul territorio italiano”. Questo sistema invierebbe al numero unico d’emergenza, al 112, un sms dall’utenza telefonica di chi chiede soccorso per raccogliere le coordinate. “In realtà – aggiunge Rizzo – c’è un sistema simile che è impiegato dal soccorso alpino”. Ed è esattamente quello che è accaduto in Cilento. Un sistema denominato sms locator, a disposizione della centrale operativa di Torino.

 

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