Centrodestra, anche Cupparo non ne può più. La Merra è sempre più un caso

POTENZA- E’ esplosa la bomba della crisi nel centrodestra lucano. E non c’è diplomazia che tenga per rimettere insieme i cocci di un vaso rotto.

Uno tsunami politico scatenato dalle dimissioni dei due dg, Agostino e Caivano, e soprattutto dalla nomina di Emilio Libutti a direttore della Presidenza del Consiglio, effettuata nel giro di pochissimi giorni dal presidente Cicala, nel rispetto delle sue funzioni ma evidentemente senza confronto con il resto della maggioranza. Tanto da scatenare l’ira di Forza Italia che ha parlato di “nomina irragionevole”.

Ma l’epicentro del sisma ha radici ben più profonde, arrivando a mettere in crisi non soltanto gli equilibri tra partiti. Ad essere a pezzi è infatti la fiducia tra gli assessori. Un precario equilibrio in giunta regionale, un castello di cristallo pronto a crollare e a ridurre in frantumi l’immagine di cambiamento, per altro già sbiadita, promessa da Bardi ai lucani. Tutto è iniziato con l’ormai nota vicenda Barresi, quella delibera di giunta di qualche settimana fa scritta per far fuori il dg del San Carlo, sulla quale l’assessore Merra ha voluto astenersi mettendo in crisi l’intera maggioranza. Posizione fedele a quella linea di “insofferenza” portata avanti dalla componente dei consiglieri malpancisti Zullino, Vizziello, Baldassarre e Quarto. Troppo spesso spina nel fianco di Bardi in Consiglio regionale alla quale oggi se ne aggiunge un’altra maturata in seno alla giunta regionale. L’episodio Barresi è stato infatti solo la miccia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Soprattutto quello degli assessori forzisti.

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di Mara Risola