Centrodestra, guerra sulla pelle dei lucani. E Bardi tace

OTENZA- Bardi avrà un vantaggio rispetto ai suoi predecessori: la carriera e l’età.

Durante la campagna elettorale delle scorse elezioni regionali, e subito dopo la vittoria, era questa una delle analisi ricorrenti. Soprattutto tra gli ottimisti della “svolta bardiana”. La carriera, perché un generale arrivato a essere il numero due della guardia di finanza a livello nazionale, ha comunque già lasciato il segno e di che essere appagato.

L’età, perché a quasi 70 anni (ne compirà 69 a settembre), immagini che le sue azioni non siano mosse da quello che è il male assoluto dei politici di oggi, ovvero l’ansia da rielezione. Pur di arrivare alla quale si fanno le più grandi fesserie. E nel peggiore dei casi pure nefandezze. I novelli statisti dei nostri tempi, infatti, dimenticano quasi sempre che “basterebbe” amministrare bene. O quantomeno provarci. E invece, anche perché il più delle volte avrebbero dovuto continuare a fare altro, ciò che “emerge” è solo quella smania di accreditarsi in più ambienti possibili, e anche più salottieri (illudendosi che in quei luoghi ancora vi siano pacchetti di voti mossi come ai “tempi belli”), unita a politiche all’insegna di clientele e prebende. Per la serie, qualche voto provo a raccattarlo qua, qualche altro lì.

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di Dario Cennamo