Centrosinistra, Trerotola usa e getta. Ora vogliono anche il suo seggio

POTENZA- Sotto la cenere di quel che resta di un centrosinistra a pezzi, inizia a covare un certo malessere pronto ad esplodere e a riaccendere il fuoco della diatriba interna al Partito democratico con ripercussioni sull’intera coalizione. Quella arrivata seconda alle elezioni e che ha perso l’amministrazione della Regione. Un malumore figlio di una lunga guerra fratricida che ha animato nell’ultimo anno il dibattito all’interno del Pd regionale. E così non solo tra gli scontenti-coloro a cui non sarà attribuito un posto in Consiglio regionale-ma anche tra i vari dirigenti di partito fuori dalla logica delle candidature, inizia a serpeggiare l’amarezza per una sconfitta subita senza batter ciglio. C’è finanche chi l’avrebbe definita come una debacle «preannunciata e sulla quale non ci sarebbe stata alcuna volontà di recuperare», almeno fin quando sussistevano le facoltà per farlo. A finire sotto accusa è pertanto la gestione della fase delle trattative nell’ambito della coalizione, il doppio tavolo che ha caratterizzato il dibattito pre-elettorale del centrosinistra, fino a qualche ora prima della presentazione delle liste diviso in due fronti opposti. Salvo poi decidere di addossare tutto il peso della responsabilità di una coalizione logorata ad una personalità esterna alla politica ma ben vista dalla cittadinanza potentina, Carlo Trerotola.

 

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”