Città della Pace, è polemica sulla destinazione d’uso a Scanzano

SCANZANO J.- Se n’è andata prima di poter assistere all’inaugurazione della struttura che ospiterà il suo progetto di Città della Pace.

Un sistema di accoglienza che Betty Williams attivista nordirlandese e premio Nobel per la pace, venuta a mancare lo scorso 18 marzo, aveva avviato in Basilicata a partire da Scanzano jonico. Fu lei la promotrice -nei primi anni 2000- della creazione del primo modello della Città della Pace, intervenendo a sostegno di un utilizzo alternativo di quel territorio che altri avrebbero invece voluto destinare a cimitero per rifiuti nucleari.

Al posto delle scorie grazie al suo intuito, è stato avviato dal 2005 un percorso di accoglienza e formazione per le persone che hanno subito persecuzioni o temono di subirne a causa della loro etnia, religione, nazionalità. Ma oggi sulla destinazione d’uso della struttura (a lavori che si avviano a conclusione) scoppia la polemica. Da un lato c’è chi immagina di riconvertila in un centro per migranti impegnati nella raccolta nei campi del Metapontino, dall’altro la fondazione rivendica l’uso a cui era stata destinata nel progetto orinario. L’eredità morale lasciata da Williams.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Mara Risola