Clan Schettino, condanne per oltre 200 anni di reclusione

MATERA – Per i giudici del tribunale di Matera il clan Schettino, con base logistica a Scanzano Jonico ma attivo lungo l’intera fascia jonica lucana è un’associazione a delinquere di stampo mafioso. Ieri sera, al termine di una camera di consiglio durata quasi dodici ore, è arrivato l’atteso verdetto di primo grado con pesanti condanne, in alcuni casi addirittura superiori rispetto alle richieste della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Per il presunto capoclan, Gerardo Schettino, è arrivata una pena a 25 anni e mezzo di reclusione, uno in meno rispetto a Domenico Porcelli, considerato uno dei suoi due luogotenenti insieme a Nicola Lo Franco che dovrà scontare 19 anni e sei mesi. Condanna a 20 anni, invece, per il figlio di Schettino, Giuseppe.

Il procedimento era incardinato in due filoni relativi alle operazioni Ruska e 101 bis: oltre venti in totale le persone condannate, una prescrizione e una sola assoluzione quella di Loredana Tauriello, recentemente coinvolta in un’operazione antidroga, per la quale l’accusa aveva chiesto 9 anni. Secondo l’antimafia potentina il clan Schettino era attivo soprattutto nel traffico di droga e armi e nelle estorsioni, attività quest’ultima con la quale il sodalizio mafioso avrebbe fatto sentire su imprenditori e aziende del territorio la capacità di controllo del tessuto economico-sociale di Scanzano Jonico, primo comune lucano sciolto per infiltrazioni mafiose alla fine del 2019 e ancora commissariato. Comune che figurava come parte civile nel processo e nei confronti del quale sette imputati, tra cui Gerardo Schettino e Domenico Porcelli dovranno riconoscere un risarcimento danni di 50mila euro. Gli altri imputati sono stati condannati a pene comprese tra i 2 anni e gli 8 mesi e i 19 anni. “A questo pezzo di Stato autorevole e credibile – ha commentato don Marcello Cozzi di Libera – noi diciamo grazie, a quel pezzo di Paese e di Basilicata ancora pieno di paura noi oggi diciamo di non perdere mai la speranza”.