Cogli il bando, la procura chiede al Riesame l’arresto dell’ex assessore Castelgrande

VENOSA – Il tribunale del Riesame di Potenza ha discusso ieri mattina il ricorso avanzato dalla procura di Potenza contro il rigetto, da parte del gip Rosa Maria Verrastro, di diverse misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti bandi truccati al Comune di Venosa e sulle pratiche edilizie “facili” rilasciate dal distaccamento di Melfi dell’Ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata.

Per entrambi i filoni di inchiesta la procura chiede il riconoscimento di una vera e propria associazione a delinquere: ipotesi rigettata in prima istanza dal gip e che ora dovrà essere vagliata dai giudici del tribunale della Libertà, chiamati ad un nuovo compendio delle carte dell’accusa. La procura aveva individuato nell’ex assessore regionale Carmine Miranda Castelgrande, il capo e promotore della presunta associazione a delinquere attiva nella città di Orazio. Per l’ex membro della giunta Pittella e per l’ex sindaco di Venosa, Tommaso Gammone, già ai domiciliari e ieri presente all’udienza, l’accusa insiste con la richiesta di arresto.

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