22 Nov 2019
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Condivido in pieno lo spoils system, non condivido la generalizzazione diffusa

di Ignazio Petrone*

In merito all’articolo, de La Nuova del Sud di giovedì 18 aprile 2019, “Restano ancora tutti attaccati alla poltrona”, riferito agli amministratori di aziende, enti, fondazioni e società partecipate della Regione Basilicata, ai quali si chiede garbo istituzionale, dimissioni, e sui quali si esprime un giudizio generalizzato, aver contribuito al disastro della Basilicata, ritengo opportuno e doveroso intervenire a tutela della mia onorabilità personale e professionale, della mia storia e del mio impegno di amministratore pubblico e della mia correttezza gestionale, frutto di una formazione, quella cattolico democratica, che rivendico con coerenza ed orgoglio, senza rinnegare nulla, ne tantomeno voler fare voli pindarici o cambi di casacca. Condivido in pieno che, a seguito delle elezioni, vi sia la necessità di un ricambio dei vertici, non solo politico ma anche di genere e generazione. Lo spoils system è una processo ormai consolidato, riconosciuto e praticato nelle moderne democrazie, sia per gli enti che per le aziende pubbliche. Non condivido, invece, la generalizzazione diffusa, la caccia alle streghe, il fare di tutt’erba un fascio, con il rischio di buttare via l’acqua sporca con tutto il bambino, quindi anche ciò che vi è di positivo. La Sel, Società Energetica Lucana, infatti, di cui sono amministratore Unico da poco più di tre anni, non ha debiti, ma crediti, non ha perdite, ma utili. In questi anni, rispetto al passato, ha consolidato entrate proprie ed ha conseguito utili di esercizio sempre crescenti e costanti, come si può evincere dai bilanci depositati e pubblicati. Il capitale sociale è integro, € 1.180.000, e le somme rinvenienti dagli utili vengono periodicamente accantonate a riserva, o reinvestite nelle attività. La situazione finanziaria è solida senza necessità di dover ricorrere ad anticipazioni bancarie o ad altre forme di indebitamento. I conti correnti, diversificati per ridurre il rischio bancario, sono detenuti presso il tesoriere regionale per la gestione corrente, o presso altri istituti, individuati con procedure comparative, sia per gli investimenti che per la gestione dell’Avviso Pubblico volto alle famiglie, al fine di erogare contributi per l’efficienza energetica. La società è Energy Provider della Regione Basilicata, risponde alla domanda pubblica energia e non percepisce contributi a fondo perduto sulla gestione. Le Direttive regionali ed il Contratto di servizio, che ne disciplinano le prestazioni a favore della Regione e di tutti gli altri soggetti pubblici regionali, Regione, Province, Comuni, Enti, Aziende, Fondazioni e Società partecipate, sono stati rivisitati e rinnovati, mentre in sede di Cico (Comitato di Indirizzo e Controllo sulle partecipate), viste le performance positive della società, sono state applicate di volta in volta anche riduzioni dei corrispettivi per le prestazioni a beneficio delle casse della Regione, socio unico. La prima fase di investimenti, per circa 8.000.000 di euro, è stata completamente realizzata e la seconda fase, circa 9.000.000 di euro già programmata, è stata avviata per la realizzazione di cogeneratori a favore delle aziende sanitarie e di nuovi impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile a favore di altri soggetti pubblici, per rispondere alla domanda pubblica di energia e contribuire all’abbattimento delle emissioni di gas clima alteranti. La spesa del personale è stata contenuta e rispetta i parametri di cui alla Direttiva 633/2015, per il triennio 2015/2016/2017, in rapporto al triennio precedente 2012/2013/2014, e ad oggi è in linea anche con i parametri della nuova Direttiva 1/2019. Una struttura snella, con un ridotto e qualificato numero di risorse umane, 17 unità, senza Direttore Generale, che non è stato nominato riducendo il costo dei dirigenti di oltre il 30 %, e che gestisce attività per circa 60.000.000 di euro annue, fornendo assistenza a circa 80 soggetti pubblici convenzionati della governance regionale. Il Cda è stato eliminato, si è passati all’Amministratore Unico, il costo complessivo è stato ridotto di oltre il 30 %, mentre le spese di rappresentanza sono state quasi azzerate e i rimborsi per lo svolgimento del mandato sono stati ridotti al minimo indispensabile. Il costo dell’Amministratore, € 94.154,00 da intendersi comprensivo di contribuzione Inps e tassazione Irpef, al netto circa € 48.000,00, è definito sulla base di criteri dettati da una legge regionale, secondo parametri ed indicatori oggettivi fissati da una specifica Direttiva ed entro i limiti sanciti da norme nazionali. Una indennità di carica, quindi, omnicomprensiva ed a ristoro della gestione e del lavoro, oltre che delle responsabilità penali, civili, contabili e fiscali che attengono alla gestione societaria, tutte in capo all’amministratore. Il collegio sindacale, costituito da 3 componenti come per legge, opera con un emolumento ai minimi tariffari, a cui si sono adeguate tutte le altre società partecipate regionali, ed allo stesso è stata attribuito anche il ruolo di organismo di vigilanza ex legge 231, con una riduzione del compenso del 70 %, mentre il revisore legale, nominato ai sensi del nuovo T.U. sulle partecipate, percepisce un compenso al minimo tariffario. Gli incarichi esterni sono conferiti solo là dove lo richiede o consente il Codice degli appalti ed in caso di necessità per figure infungibili, ma sempre ai minimi tariffari ed in rapporto agli investimenti da realizzare. L’acquisto di beni e servizi avviene tramite il Mepa, mentre le collaborazioni esterne sono pochissime e riferite solo a quelle previste per legge come obbligatorie, Rspp, medico competente, ecc. Le attività di gara avvengono secondo il Codice degli appalti e con procedura telematica, nel rispetto delle norme e del piano per la trasparenza e l’anticorruzione. L’attività di centrale di committenza, per l’acquisto aggregato di energia elettrica e gas, e quella di gestione dei consumi energetici, per il controllo dei consumi e della fatturazione, ha consentito ai soggetti pubblici della Governance Regionale (Acquedotto Lucano, aziende sanitarie, comuni, province, regione, enti strumentali, società partecipate, ecc….) di rispettare le norme sulla spending review e di conseguire risparmi nell’acquisto di energia e gas. La pianificazione energetica nell’ambito del Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) – Programma Europa 20/20/20 – ha consentito a 64 comuni di dotarsi di un piano validato dalla commissione europea, che consente di sviluppare la vocazione energetica del territorio e di accedere a finanziamenti diretti su programmi comunitari, oltre che alle premialità sui bandi regionali. La realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ha consentito a molti soggetti pubblici di ricevere energia a costo zero e di contribuire all’abbattimento delle emissioni di co2, mentre il supporto agli uffici regionali (Ufficio Energia, Dip. Presidenza Giunta, ecc..) ha consentito di realizzare azioni mirate nel settore energetico previste dal Consiglio Regionale. La collaborazione con il Cnr ed altri soggetti sul territorio regionale, ci ha consentito di mettere in campo anche progetti di ricerca nel settore energetico, Metisol, Prioritee, ecc…. che vedono come beneficiari finali soggetti pubblici territoriali. La trattativa serrata in corso con Total, per la gestione diretta del gas estratto a Tempa Rossa, porterà a breve ad una piena valorizzazione e ottimizzazione della risorsa a vantaggio dei soggetti pubblici e del territorio, con abbattimento del costo della materia prima gas sulla bolletta. Infine, la Sel, come peraltro previsto nel recente piano di razionalizzazione delle partecipate è pienamente rispondente ai requisiti previsti dal Tusp (riforma Madia) per il mantenimento, la riduzione o soppressione delle società a livello nazionale. Quindi, come si può dedurre, occorre sicuramente sviluppare al massimo le potenzialità di questa società strumentale della Regione, ma altrettanto occorre rivendicare con forza ciò che è stato fatto senza generalizzare ed omologare al ribasso. Non accetto che si possa, senza nessun fondamento, far passare l’idea che il sottoscritto, oggi Amministratore Unico, o che i componenti del precedente Cda, peraltro designati da tutte le forze politiche, abbiano contribuito al disastro della Basilicata, nella gestione della Sel. In merito alla questione del garbo istituzionale, invece, ferma restando l’opportunità di un ricambio, occorre operare un distinguo tra società partecipate e tutto il resto della governance, Dipartimenti, Enti pubblici, Aziende, ecc…. Non fosse altro perché le società sono comunque soggetti di diritto privato, Enti Privati in Controllo Pubblico, soggetti ad una disciplina giuridica diversa, quella civilistica, che impone compiti, funzioni e responsabilità dirette e personali agli amministratori, sia in sede penale che civile, sia in sede contabile ( Corte dei Conti ) che fiscale. Proprio per questo la nomina giuridicamente vincolante compete all’assemblea dei soci, quindi rientra nelle prerogative esclusive del Presidente della Regione, nonostante l’art. 47 dello nuovo statuto regionale preveda una nomina/designazione della Giunta, a differenza degli enti pubblici e delle aziende che invece sono di competenza diretta della Giunta e del Consiglio Regionale. Gli incarichi di Amministratore Unico per le tre società partecipate dalla Regione Basilicata Acquedotto Lucano, Sviluppo Basilicata e Sel, erano in scadenza nel periodo aprile, maggio, giugno 2018, contestualmente all’approvazione del bilancio di esercizio 2017. Per Acquedotto Lucano, in cui la Regione ha una partecipazione minoritaria rispetto ai comuni, la Regione ha partecipato all’assemblea dei soci, nel maggio 2018, approvando il bilancio e nominando l’Amministratore. Per Sviluppo Basilicata, partecipata al 100% dalla Regione, l’assemblea dei soci si è tenuta nel mese di ottobre 2018, per l’approvazione del bilancio 2017 e per la nomina dell’Amministratore. Per Sel, partecipata al 100% dalla Regione, l’assemblea dei soci, regolarmente convocata per il 29 giugno 2018, è andata deserta per assenza del socio unico Regione Basilicata, comportando sia la mancata approvazione del bilancio 2017, come sempre in attivo, che la mancata nomina dell’Amministratore, in scadenza come per le altre società. L’assemblea riconvocata obbligatoriamente ad oltranza per ben 8 volte fino al 31 dicembre 2018, per adempiere all’obbligo civilistico indifferibile dell’approvazione del bilancio 2017, è andata ripetutamente deserta per assenza del socio unico Regione Basilicata. Nelle more ho continuato a gestire la società, continuando nelle buone pratiche e con l’obbiettivo di confermare anche per il 2018 le performance degli anni precedenti. Nel gennaio 2019, riconvocata l’assemblea per il 1° febbraio 2019, ho invitato per le vie brevi il socio unico a presenziare senza indugio all’assemblea per procedere all’approvazione del bilancio, nell’interesse della società e della stessa Regione che ne detiene il patrimonio azionario, ed evitare da parte mia unitamente al Collegio Sindacale ed al Revisore Legale, azioni in sede civile e contabile. L’assemblea si è regolarmente tenuta, ha approvato il bilancio e tutti gli atti conseguenti di controllo e verifica. Nella stessa seduta con l’approvazione del bilancio è venuto a scadenza anche l’incarico di Amministratore e, dovendosi necessariamente procedere al rinnovo, ho preventivamente comunicato la inopportunità di un rinnovo triennale confermando una mia limitata disponibilità solo fino alla approvazione del bilancio 2018, proprio per una questione di garbo istituzionale nei confronti di chiunque sarebbe stato il nuovo Presidente della Regione Basilicata. Ho ritenuto fondamentale non ledere ed al contrario preservare le prerogative proprie dello stesso cui spetta in sede di assemblea la nomina dell’organo amministrativo. In questa fase, proprio in conformità alla dgr n. 48 del 22 gennaio 2019, alla delibera dell’Assemblea dei Soci del 1 febbraio 2019 ed all’incarico a tempo da me espressamente richiesto, sto predisponendo il progetto di bilancio per l’esercizio 2018 da sottoporre prima al parere degli organi di controllo, Collegio Sindacale, Revisore Legale e Comitato di Controllo sulle società partecipate, e successivamente alla valutazione del Presidente, unitamente alla relazione sul controllo analogo ed a quella sul governo societario, per consentire la convocazione dell’assemblea dei soci e la nomina del nuovo organo amministrativo, nel rispetto delle disposizioni del codice civile e dello statuto societario. Un atteggiamento, quindi, di rispetto assoluto delle Istituzioni e di doveroso garbo istituzionale, posto in essere anticipatamente ed a prescindere, unitamente ad una gestione responsabile della società, secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, per procedere ad un ordinato passaggio di consegne per contribuire alla crescita e non al disastro della Basilicata.

*Amministratore unico Sel