Consiglio regionale, Pittella duro: “Litigano e non decidono, mentre la Basilicata cola a picco”

POTENZA – Un Consiglio “farsa” convocato con urgenza che, paradossalmente nonostante l’impellenza delle questioni affrontate, non approva un bel niente.

Anzi rinvia tutto a posteriori. E’ quanto andato in scena nell’ultima seduta dell’Assise consiliare di Basilicata che, tanto sulla vicenda della sospensione delle royalties sulle acque minerali (questione che ha animato la guerra tra Lega e Forza Italia e che il governatore Bardi non ha saputo o voluto “domare”) quanto sull’avvio dei saldi, di fatto non ha prodotto alcun atto esecutivo.

Provocando, soprattutto su quest’ultimo aspetto, ripercussioni immediate sul comparto dell’abbigliamento, già vessato dalla crisi post emergenza. Il motivo? Probabilmente un’incapacità della maggioranza di governo di gestire l’aspetto procedurale della macchina amministrativa o forse per i ritardi accumulati dai continui rinvii. Con una documentazione pronta da maggio, varie sedute di Consiglio precedenti dove la norma non è stata tirata fuori. Alla fine si è deciso di attendere l’ultima data utile prima di dare comunicazione per la pubblicazione della norma sul Bur. E su proposta dell’ex presidente Marcello Pittella, di attivare una procedura d’urgenza con una pubblicazione ad effetto immediato, la maggioranza ha preferito fare spallucce. E approvare invece quanto proposto da Acito. Il rinvio dello start dei saldi al 2 agosto. A poche settimane dalla fine dell’estate. Quando nei negozi arrivano i rifornimenti per l’autunno. Sono le motivazioni che hanno fatto “scattare” l’intervento del consigliere Pittella nell’ultima seduta. “Politicamente dovrei starmi zitto e magari farli sbagliare, ma è una cosa che tocca le tasche dei lucani. Ma non mi hanno dato ascolto. Come del resto stanno facendo su tutto. Litigano al loro interno e la macchina non cammina”. Sull’altro punto all’ordine del giorno, ovvero la sospensione dei canoni sulle acque minerali, la maggioranza si è incartata e la pdl targata Lega è diventata una mozione che impegna la giunta a predisporre una norma interpretativa dell’articolo sul bilancio, da portare nuovamente in Consiglio, praticamente si ritira una legge chiedendo al governo regionale di farne una simile.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Mara Risola