Coronavirus, 28 denunce nel Potentino. E c’è chi anticipa l’orario di apertura del proprio bar

POTENZA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza in questo delicato periodo, nel quale vengono messe in campo dalle istituzioni competenti tutte le misure utili ad evitare il contagio e la diffusione del fenomeno epidemico “Coronavirus”, oltre a compiere le molteplici attività d’istituto loro attribuite, stanno attuando appositi servizi sul territorio finalizzati a monitorare il rispetto delle prescrizioni impartite nello specifico dalle Autorità nazionali e locali.

Si tratta di un’azione di controllo e vigilanza necessaria, che viene condotta in via preventiva al fine di sostenere ed indirizzare i cittadini dei 100 comuni della provincia.

In tale ottica si stanno adoperando i militari delle 7 Compagnie e delle 76 Stazioni, quali reparti territoriali capillarmente distribuiti e deputati prioritariamente ad operare nel senso, presidiando i centri abitati, le vie di comunicazione e i punti di snodo o collegamento con le regioni limitrofe, di modo da poter accompagnare le tante realtà locali e la loro popolazione per affrontare e superare questo particolare momento. La situazione, pertanto, richiede il rispetto di elementari regole di condotta e convivenza nelle comunità, evitando, principalmente, tra le varie misure, spostamenti che non siano giustificati da condizioni puntualmente individuate e indicate dal Governo nazionale, quali esigenze lavorative, sanitarie o stati di necessità, oltre che, ad esempio, l’apertura di varie attività commerciali, considerate tipicamente quali luoghi di aggregazione che, attualmente, occorre tenere chiuse. Nel monitorare la presenza e i movimenti delle persone in diversi centri della provincia e lungo le arterie stradali, tuttavia, in poco più di 24 ore, i Carabinieri si sono imbattuti in tutta una serie di circostanze in cui 28 di loro non hanno fornito giustificati motivi circa il proprio spostamento, avvenuto anche nell’arco notturno, mentre, nel restante caso, un soggetto ha anticipato l’orario di apertura del bar di proprietà, disattendendo, dunque, le finalità delle iniziative disposte dagli organi competenti (il controllo risale a prima dell’ultimo decreto con il quale il governo ha disposto la chiusura totale dei bar, ndr).

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