Coronavirus, altrove si fanno tamponi e ci si registra. Qui è “tana liberi tutti”

POTENZA – Nessun tracciamento puntuale o registrazioni. Neanche per chi proviene dalle regioni più a rischio.

La Basilicata è una regione “speciale”. O più semplicemente la regione del “tana libera tutti”. Un unicum in tutto il meridione d’Italia. La situazione sanitaria pressochè azzerata con l’assenza di contagi, un trend interrotto negli ultimi giorni solo dai due nuovi casi – una cittadina di Grottole di rientro dall’estero e il compagno – ha decisamente contribuito ad abbassare la guardia.

Ma accanto allo zero che si continua a mantenere nella casella dei nuovi casi c’è la singolare decisione di disattivare la piattaforma raggiungibile tramite il portale istituzionale per censire gli accessi da fuori regione. Decisione – in realtà – mai comunicata in maniera ufficiale e che comunque si discosta dai provvedimenti adottati in tal senso dalle realtà regionali limitrofe. In Basilicata, a dire il vero, il monitoraggio era stato già attivato con due giorni di ritardo rispetto al “penultimo” liberi tutti scattato con l’ordinanza emanata dal governatore Bardi due settimane fa. L’ultima – spiegano da viale Verrastro – non prevede più l’obbligo di registrazione anche se la Regione sta pensando a forme di censimento volontario con la possibilità di far fare i tamponi. “Ma occorre organizzarsi” dice uno degli esperti. E comunque non può essere un obbligo – aggiunge- perché non verrebbe consentito dalle regole nazionali. Ecco spiegata la scarna informazione che chiunque, accedendo alla piattaforma ideata per mappare i “rientri Covid-19”, può leggere.

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di Celestino Benedetto