Coronavirus, anche nelle banche mancano guanti, gel e mascherine

POTENZA – Non solo i metalmeccanici, anche i bancari chiedono maggiore attenzione.

Gli istituti di credito rientrano tra i servizi pubblici essenziali e non possono chiudere i battenti, ma i sindacati chiedono una soluzione drastica per ridurre al minimo la presenza di clienti e di personale all’interno delle filiali. Un primo risultato è stato raggiunto.

Ieri è stato firmato un nuovo accordo dai sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi che prevede l’accesso della clientela in banca solo con appuntamento su tutto il territorio nazionale. Ma anche la garanzia di distanza “di sicurezza” pari ad almeno un metro nelle filiali tra il personale e gli utenti, in attesa dell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, in particolare di mascherine. E poi ancora installazione di barriere in plexiglas e impegno ad acquistare, nel più breve tempo possibile, i dispositivi di protezione individuale da distribuire soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio. L’intesa è stata raggiunta in una riunione in videoconferenza sollecitata dalle organizzazioni sindacali che avevano annunciato la mobilitazione della categoria. Il 2 aprile ci sarà un nuovo incontro per verificare l’attuazione dell’accordo e in particolare gli interventi di pulizia e sanificazione all’interno delle aziende.

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di Celestino Benedetto