Coronavirus, intervista al senatore Pepe: “Errori? Sì, ma si è retto grazie a medici, Madre Natura e sindaci”

POTENZA – “Un giudizio su come la Regione ha gestito questa emergenza? Dico che, considerata la straordinarietà dell’evento e la novità della giunta che è al lavoro da un anno, non può che essere positivo”.

“Certo, probabilmente qualche errore si poteva evitare ma ogni tipo di valutazione dovrà essere fatta una volta usciti dal tunnel. Sarà un motivo in più per affrontare, con una nuova visione, la politica sanitaria della Regione che era – ed immagino rimanga – uno dei pilastri del programma di Bardi. Insomma, alla luce di questo choc va fatta un’analisi a tutto tondo per capire come e dove sistemare tutto il sistema sanitario lucano”.

Misurato e per nulla distratto dalle polemiche che pure aleggiano sul presidente Bardi e sul governo regionale a trazione leghista in questi giorni contrassegnati dall’emergenza Covid-19. Il senatore Pepe è al lavoro nella sua Tolve. Un sindaco in trincea. Onnipresente con i cittadini e tempestivo nel comunicare sui social ogni informazione per limitare disagi e ridurre i contagi. “Ci stiamo praticamente violentando (nel senso buono del termine, ndi) – dice – e stiamo facendo di tutto perché nel rispetto delle persone vengano osservate tutte le disposizioni”. Ma il ruolo di spicco nella Lega lucana non lo esime da un’analisi su quanto è accaduto nelle scorse settimane in Basilicata, sul ruolo del governo regionale e della task force e su qualche “falla”. “In tutta sincerità – dice – non credo si potesse fare meglio ad un anno dall’insediamento e con questo sistema sanitario”.
Senatore, iniziamo proprio da un post pubblicato su Facebook. La politica a chi la ama, non a chi si presta. A chi si riferiva?
“Non sicuramente al presidente Bardi se è questo che vuole sapere. Ho visto che tanti lo hanno pensato, ma dico: assolutamente no”.
E allora con chi ce l’aveva?
“Mi riferivo ai tanti politici che sono disseminati in questi giorni sui territori, che non hanno mai fatto politica e che adesso si mettono sui social a dettare ricette per la risalita e rompono le b… ai sindaci. Evidentemente qualcuno ha confuso lo “Sveglia” di un altro post riferito alla gestione emergenziale dopo l’ennesima morte che fece rumore e che non era riferito alla politica. Chiaramente…”

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Celestino Benedetto