Coronavirus, la sindaca Iovanni: “Perché Venosa? Almeno ce lo dicano”

POTENZA- Il suo è un appello sentito. “Prima di prendere qualsiasi decisione sull’ospedale di Venosa, vi prego condividetele anche con le istituzioni sui territori”.

Nessuna polemica politica ma solo la volontà di capire. E’ la richiesta di Marianna Iovanni, primo cittadino della Città di Orazio, che sulla vicenda della riconversione del presidio ospedaliero distrettuale di Venosa in ospedale dedicato alla cura delle malattie infettive, non è mai stata interpellata ufficialmente dai rappresentanti dell’amministrazione regionale.

Il suo giudizio in merito non è mai stato richiesto, seppure in questi giorni di richiami all’unità ne sono stracolme bacheche social e pagine dei giornali. La vicenda è venuta alla ribalta nei giorni scorsi con una serie di comunicati firmati prima dal presidente della IV Commissione, Massimo Zullino con l’assessore Donatella Merra, poi con una nota congiunta sottoscritta anche dal direttore generale al dipartimento Sanità, Ernesto Esposito. Su questo né il presidente Vito Bardi, né l’assessore Rocco Leone hanno proferito parola. Seppure la vicenda sia di massima rilevanza, tanto quanto massime in materia, sono le cariche ricoperte da entrambi. L’idea dovrebbe essere quella di convertire il nosocomio venosino in un ospedale dedicato alla cura dei pazienti Covid-19. E la volontà di viale Verrastro, sarebbe quella di trasformare la struttura in 10 giorni in un maxi reparto di malattie infettive, provvisto di 96 posti di cui 20 per la terapia intensiva, da destinare alla cura dei pazienti affetti dal Coronavirus. Ma è anche corretto, o almeno così dovrebbe essere per chi ha fatto della trasparenza vessillo per la campagna elettorale, coinvolgere anche le istituzioni sul territorio, quelli che direttamente devono dare risposte ai cittadini. Ad avercene.

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di Mara Risola