Coronavirus, ordinanze e “fughe in avanti”. Conte commissaria la gestione della crisi

POTENZA – Una decisione attesa. Inevitabile. “Abbiamo presentato a tutti i presidenti delle Regioni una nuova bozza di ordinanza in cui daremo indicazioni a tutti i rappresentanti delle regioni che non sono direttamente coinvolte dal contagio. Consideriamo che in questo modo assicureremo la massima uniformita’ di comportamenti in tutto il territorio nazionale”.

Dopo che per giorni è prevalsa una sorta di “anarchia” tra i governatori era necessario mettere un punto. Tra chi annunciava di voler chiudere tutte le scuole, in assenza di contagio, chi vorrebbe analogamente sbarrare aule ed uffici per “imponenti rientri dal nord” o chi ancora – come la Basilicata – ha ordinato la “quarantena per tutti gli studenti provenienti dalle regioni in “zona rossa”, la situazione era letteralmente sfuggita di mano.

E così il presidente del Consiglio Conte si è presentato ieri alla riunione straordinaria con i presidenti di tutte le regioni (collegati in videoconferenza, Bardi era insieme al collega del Molese in collegamento da Campobasso) armato di una serie di ultimatum per togliere i poteri ai governatori “ribelli”. Quasi un commissariamento in particolare di regioni – come la Basilicata – dove non ci sono contagi, né casi sospetti, né focolai. Ed in effetti la gestazione dell’ordinanza del presidente Bardi – tra prima e seconda versione – è stata a dir poco burrascosa. Ha provocato migliaia di telefonate, messaggi di protesta o di chiarimenti: è stato addirittura allontanato un avvocato solo perché “milanese”.

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di Celestino Benedetto