Coronavirus, quell’ordinanza cucita addosso ai “napoletani”

POTENZA- Ormai la chiamano “Ordinanza napoletana”. E’ la numero 20 del Presidente della Regione, emanata il 29 aprile scorso.

Obbliga “tutte le persone fisiche, anche se asintomatiche, che facciano ingresso in Basilicata da altre regioni o dall’estero e vi soggiornino anche temporaneamente, a comunicare immediatamente tale circostanza al proprio medico di medicina generale (Mmg) ovvero pediatra di libera scelta (Pls) ovvero al numero verde appositamente istituito dalla Regione 800996688, con l’obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni, presso l’abitazione, dimora o luogo di soggiorno indicata nella medesima comunicazione, con divieto di contatti sociali, spostamenti o viaggi, e di rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza”.

Fin qui, nulla di nuovo. Fin dal primo momento, Bardi si era distinto in Italia e all’estero per voler chiudere la Basilicata agli ingressi di cittadini di altre regioni, soprattutto del Nord, minacciandoli di tenerli poi in casa per la quarantena. Il pomeriggio cambiò versione, non lasciando più traccia della prima ordinanza, regolarmente pubblicata sul sito ufficiale dell’Ente e poi rinnegata. Ora, in vista dell’allentamento delle norme di restrizione, il presidente torna al primo atto, connotandolo di ufficialità.

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