Coronavirus, se ne va Sabia. Un campione puro e senza compromessi

POTENZA- Parlava veloce. A volte al limite del comprensibile. Una rapidità di pensiero che faceva il paio con l’agilità delle sue gambe.

Donato Sabia era un campione sui generis, non era il classico “cavallo” da competizione malgrado la forza e l’eleganza dei suoi movimenti da sportivo. Con lui potevi parlare indifferentemente di sport, di politica, di musica, di poesia, di letteratura. E poi aveva modi gentili, bontà d’animo e zero spocchia. Potevi parlarci senza sentire il “peso” del campione olimpico né la superiorità di un medagliato europeo.
CARRIERA
La sua è stata una carriera fulminea, fulgida, da fuoriclasse, che ha percorso per intero gli anni ‘80.

Da giovane speranza del Potenza calcio alla sensazione di avere un gioiellino incredibile da spendere nella regina degli sport, l’atletica leggera. La prima impresa quando a 16 anni, senza una vera e propria preparazione, trionfa nei campionati italiani Allievi sui 400 metri. Un’illuminazione che lo porterà a scrivere la storia del mezzofondo veloce. La parabola atletica di Donato Sabia ha avuto un percorso breve, caratterizzato da tanti infortuni e dai suoi tendini di cristallo, ma intenso, ricco di successi, in cui le partecipazioni alle Olimpiadi di Los Angeles nell’84 e di Seul nell’88 sono solo gli apici raggiunti dal mezzofondista potentino: il 5° posto negli States e il 7° posto in Corea del Sud rappresentano il top per l’atletica azzurra, infatti mai nessun italiano è riuscito a qualificarsi a una finale olimpica sulla distanza degli 800 metri. Lui c’è riuscito due volte. Nel suo palmares spiccano anche un quinto posto ai Mondiali di Helsinki nel 1983 nella staffetta 4×400 e soprattutto il titolo europeo indoor negli 800 a Goteborg nel 1984. La grandezza di Donato Sabia è scolpita nel cronometro: il suo 1’43”88 nel meeting internazionale di Firenze rappresenta tuttora la terza migliore prestazione italiana sul doppio giro di pista dietro Fiasconaro e Longo, mentre nella distanza spuria dei 500 metri ha detenuto il primato Mondiale per quasi 29 anni. In carriera ha conquistato anche tre titoli italiani individuali nel 1983, 1984 e 1988 sempre sugli 800 metri, e uno in staffetta nei 400 nel 1982 con le Fiamme Oro. Diciassette le maglie azzure indossate nel periodo d’oro 82-88. Dopo un’esperienza da tecnico a Malta a fine ‘90 negli ultimi anni aveva provato a rilanciare l’atletica lucana prima con il Club Atletico Potenza, poi come numero uno della Fidal regionale di cui era presidente dal novembre del 2016.

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di Luigi Santopietro