Coronavirus, un’altra vittima lucana. Aveva implorato aiuto

POTENZA – Resta critica la situazione in Basilicata. Si continuano a contare le vittime.

Ieri sera un’altra morte da Coronavirus. Antonio Nicastro, un 67enne potentino che si trovava ricoverato al San Carlo presso il reparto di Terapia Intensiva da una decina di giorni è purtroppo deceduto. Anche su questo caso nei giorni scorsi i familiari, in particolare il figlio, avevano denunciato pesanti ritardi nella processazione del tampone.

Pare che già ai primi di marzo l’uomo avesse febbre alta e una tosse secca che non gli concedeva tregua. “Non c’è modo di uscire da questa situazione – scrivevano allarmati i familiari sui social due settimane fa -, il 118 si rifiuta di intervenire, la Guardia Medica non può venire a casa, non possiamo portarlo al Pronto Soccorso. Nel frattempo, la febbre non scende, il respiro di mio padre peggiora, la preoccupazione sale. Passiamo le nostre giornate a telefono, chiamiamo Guardia Medica, Asp, 118, medico curante (ripeto: l’unico che in tutte le difficoltà ci sta assistendo con amore per la sua professione). Chiamiamo, parliamo, ma l’unica cosa che riusciamo a ottenere è un altro numero di telefono da chiamare, perché a quanto pare la salute di una persona, fino a che non si accerta se abbia il coronavirus o meno, non è responsabilità di nessuno”. Un paio di giorni prima di essere sottoposto al tampone, sempre come raccontato dal figlio su Facebook, il 67enne sarebbe stato addirittura visitato presso la tenda pre-triage allestita nei pressi del pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Potenza, ma rispedito ancora una volta a casa con l’attivazione del protocollo Coronavirus. Solo quando, a tampone finalmente effettuato, si era materializzato l’incubo Coronavirus, si era proceduto al ricovero in Terapia Intensiva, ma quando evidentemente di tempo se n’era perso fin troppo. E senza giustificazione che possa tenere. Sia il figlio che la moglie dell’uomo, invece, erano risultati negativi al Covid-19. Dopo quello di Palmiro Parisi, quindi, siamo di fronte ad un altro fatale caso di Coronavirus che fa nascere una serie di interrogativi a cui il presidente/commissario Bardi (che ieri sera ha annunciato l’apertura di un’indagine “immediata per evidenziare eventuali responsabilità e per prendere tutte le misure necessarie conseguenti”) deve dare risposte. Siamo di fronte a un nemico sconosciuto e invisibile, su questo non ci sono dubbi: ma è altrettanto vero che il fattore tempo è un alleato che non ci possiamo permettere di trascurare. Che ci siano state falle nel sistema è ormai evidente, sotto gli occhi di tutti: oggi siamo ancora in piena guerra e non è il momento di fare i bilanci, ma è giunto il momento che qualcuno inizi a prendersi le sue responsabilità per evitare di assistere inermi ad altre morti assurde come quelle degli ultimi giorni. Magari Palmiro e Antonio non ce l’avrebbero fatta lo stesso, ma a loro è stata negata la possibilità di combattere ad armi pari la loro sfida al mostro. Ed è per questo che bisognerà fare piena luce sui decessi per Covid-19 in Basilicata, dando risposte immediate. Senza sconti per nessuno. Altro che Task-force.

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