Coronavirus, “Zona rossa” nel Lodigiano, il lucano Nardozza ce la racconta in un brano

POTENZA – “Scrivimi ancora, l’inchiostro qui è concesso e la galera è un volto che ha quell’aria assente e seria, che ti ruba il sogno…”.

La necessaria quarantena, l’impossibilità di uscire dal perimetro del paese, diventano momento di riflessione più allargata sullo stato d’animo di chi si trova in una qualsiasi condizione di isolamento.

Dopo 15 giorni vissuti (fortunatamente da sano) in quella che è stata la prima, piena Zona Rossa d’Italia, il cantautore lucano Luciano Nardozza condivide le emozioni provate, lo sguardo sulla sua città di residenza “blindata”, nel brano intitolato appunto Zona Rossa. Un brano pop concepito, creato e registrato in poche ore (tra venerdì 6 e sabato 7 marzo) e accompagnato dalle immagini girate in solitaria con il proprio smartphone tra Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Somaglia, nel perimetro della Zona Rossa. Da questi luoghi diventati tristemente noti per lo scoppio a metà febbraio dell’emergenza sanitaria, il cuore va però oltre, abbracciando una condizione molto più ampia e condivisibile e riuscendo a trovare un riscatto.

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