Corsi e ricorsi della storia. Quando il tempo restituisce tesori di inestimabile valore

FERRANDINA – E’ in esposizione fino al prossimo 27 settembre, nella chiesa Santa Maria della Croce di Ferrandina, il dipinto “Il Padre eterno con l’Immacolata” una tela del XVII restaurata di recente dopo il ritrovamento dello scorso anno. Un esempio di recupero della storia e dell’arte locale. Perchè la storia non è una successione di attimi infilati arbitrariamente in una sistematica cadenza infinita di ieri, oggi e domani. La storia ha un senso che nasce ieri, si sviluppa oggi e si capisce domani. Il 23 febbraio 1812 in una giornata invernale come tante, presso il Convento di San Francesco dei Padri Riformati di Ferrandina, si recarono Domenico Caputi (incaricato dal governo), Gianbattista Trifogli (sindaco) e Giuseppe De Porcellinis (proprietario). I tre nobili avevano il compito di dar seguito alle disposizioni governative per provvedere alla soppressione del convento per volontà di Napoleone. Si procedeva, dunque, all’inventario del ricco corredo artistico in dotazione nell’istituto religioso. Tra i 14 quadri che adornavano le pareti dietro l’altare maggiore venne annotata una particolare raffigurazione ossia “Il P. Eterno coll’Immacolata”.

Circa due secoli dopo, ancora una volta in un giorno d’inverno nel 2019, sotto gli stalli impolverati del coro nella chiesa di Santa Chiara, è stato ritrovato un fagotto la cui trama a prima vista sembrava parte di un saio francescano ma da un’analisi più approfondita si è subito rivelato un frammento di un notevole dipinto su tela immediatamente affidato alle cure del restauro eseguito da Sofia Vakali grazie al contributo economico dell’Arciconfraternita di Santa Maria della Croce e San Domenico. Il tempo ha restituito un piccolo tesoro. Oggi il restauro ha evidenziato un interessante esempio di pittura meridionale del XVII secolo di autore ignoto. La figura di Cristo, seduto su un trono di nubi tra angeli e cherubini sulla destra della benedicente Vergine Maria, potrebbe essere stata riconosciuta come quella del Dio Padre creatore con la mano sinistra poggiata sul suo principale attributo iconografico ossia il globo simbolo del potere imperiale sul mondo intero. Per tali motivi la tela recuperata costituirebbe, dunque, una rarissima e suggestiva raffigurazione probabilmente un tempo molto cara alla locale devozione francescana. L’opera resterà esposta in mostra permanente presso il museo dell’Opera di Santa Chiara nella medesima chiesa di Ferrandina.