Cova, sversamento di greggio: Enrico Trovato resta ai domiciliari

POTENZA – L’ex responsabile del Distretto Meridionale dell’Eni, Enrico Trovato, resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Potenza che ha respinto il ricorso avanzato dalla difesa per ottenere la revoca della misura cautelare emessa lo scorso 23 aprile dal gip del tribunale di Potenza, Ida Iura, nell’ambito dell’inchiesta sullo sversamento di greggio al Cova di Viggiano. L’udienza si era tenuta martedì mattina e la decisione dei giudici del tribunale della libertà è arrivata a stretto giro, nel rispetto dei termini. Lo sversamento di greggio, scoperto nel febbraio 2017, secondo l’accusa, contaminò il ”reticolo idrografico” della Val d’Agri. L’Eni ha sempre parlato di un evento risalente a non più di sei mesi prima dalla scoperta della perdita che si sarebbe verificata da un solo serbatoio di stoccaggio. I pm potentini, invece, ipotizzano uno ”stillicidio” di petrolio da tutti e quattro i serbatoi che sarebbe iniziato nel lontano 2010 a causa di un progressivo processo di corrosione dovuto all’eccessivo utilizzo del glicole, sostanza impiegata nel processo produttivo del greggio.

 

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”