Covid, prima vittima alla Fca di Melfi: perde la vita un operaio di 56 anni

MELFI – La notizia è arrivata proprio nel giorno in cui i sindacati hanno ottenuto un innalzamento delle misure di prevenzione all’interno dello stabilimento di San Nicola di Melfi. Aveva soltanto 56 anni Mario Mitola, l’operaio di Candela che si è spento a causa del Coronavirus. Uno dei primi dipendenti assunti dall’azienda fin dall’avvento della Sata. Il suo quadro clinico non sembrava così serio, come poi purtroppo si è rivelato. Tutto è cambiato in appena dieci giorni. Prima la notifica della positività, poi il ricovero all’ospedale di Foggia, da dove è stato successivamente trasferito nella struttura di Lecce.

Una giornata di lutto per i colleghi e i sindacati. La proroga dell’accordo siglato il 9 aprile scorso relativo alle linee guida per il contrasto alla diffusione del Covid-19 varrà fino al prossimo 31 dicembre e prevede alcune integrazioni rese necessarie dall’aggravarsi del contesto generale dell’epidemia. A darne notizia le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. In ogni caso le parti si incontreranno entro la fine del mese di gennaio per valutare ulteriori proroghe e azioni. In aggiunta alle misure già in corso, è stato previsto l’allargamento della attività di tracciamento, a supporto e integrazione della vigilanza sanitaria definita dai protocolli pubblici, su tipologie di contatto attualmente non coperte dai suddetti protocolli, attraverso l’utilizzo di test antigenici rapidi (Tar) su base volontaria, quali i contatti “non stretti”, nonché i casi sospetti interni (rilevati in orario e sul luogo di lavoro) e i contatti dei casi sospetti esterni purché comprovati (rilevati al di fuori del lavoro).