Covid-19: “Sei negativo al tampone. Anzi, no”. Dopo 6 mesi non è cambiato nulla. E intanto ieri altri 6 positivi in 4 comuni lucani

POTENZA- Salgono a 91 i lucani positivi al Covid-19. Nella giornata di ieri, infatti, su 583 tamponi processati ne sono risultati positivi 6. Le positività riguardano 2 persone residenti a Senise, una a Pisticci, 2 a San Severino Lucano e una a Trecchina, diagnosticata inizialmente in Sicilia e confermata positiva in Basilicata. Nella stessa giornata sono state registrate anche 2 guarigioni, una a Matera e l’altra a Tito.

Sono invece 7 i ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 2 persone sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive del San Carlo, a Matera 4 persone sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive e una nel reparto di Terapia intensiva del Madonna delle Grazie.

Intanto la comunicazione ai tempi del Covid in Basilicata continua a fare cilecca e a generare ansie che si potrebbero evitare se ci fosse più chiarezza sui ruoli nel rapporto tra Usca, medici di famiglia e pazienti. Emblematica la storia di un giovane potentino. La racconta in uno sfogo social. E ha dell’incredibile se si pensa che l’emergenza sanitaria è in atto da oltre sei mesi. Sottoposto a tampone risulta dapprima negativo salvo poi scoprire qualche giorno più tardi che c’è stato un errore e dunque, qualche giorno dopo, il tampone diventa positivo.

Venerdì scorso il giovane effettua il primo dei due “tamponi di guarigione”. Il medico dell’Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale che assistono i pazienti Covid che sono in isolamento casalingo) -racconta il potentino- “mi dice che per sapere il risultato devo contattare il mio medico di base. Lo avviso. Passano poco più di 24 ore e, consultando la piattaforma Covid, mi dà la buona notizia: tampone negativo. Mi rassereno. Per uscire ancora non se ne parla. Serve il secondo negativo. Anche il primo tampone di mia madre risulta negativo. Il lunedì entrambi facciamo il secondo”. Martedì, la madre pone alcune domande al medico Usca, dopo poco lo stesso medico chiama anche il figlio. “Cerco di pressarlo per i risultati del secondo tampone. La sua risposta mi gela: ‘No, guardi che il suo primo tampone di guarigione era positivo’”. Il paziente va su tutte le furie e…

(maggiori dettagli sull’edizione cartacea della Nuova del Sud in edicola oggi, giovedì 17 settembre)