Criminalità: Matera, intimidazioni per ottenere lavori, due arresti

SCANZANO – In un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, sugli intrecci tra criminalità ed economia in provincia di Matera, due imprenditori sono stati arrestati dai carabinieri di Policoro per i delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. E’ uno sviluppo delle indagini che hanno già azzerato il clan Schettino-Porcelli di cui i due indagati sono ritenuti partecipi. In carcere sono finiti Francesco Carlomagno, 48 anni, arrestato a Scanzano Jonico, e Carlo Fattorini, 52 anni, arrestato a Lesignano de Bagni in provincia di Parma. Sono ritenuti coinvolti nell’estorsione a una ditta di Policoro per ottenere dei lavori e l’affidamento dei servizi di sicurezza e guardiania.

Gli uffici della Procura della Repubblica di Potenza

Il 20 gennaio del 2018 presso il cantiere della ditta minacciata fu trovato un altarino funerario, composto da un lumino cimiteriale e dei fiori. Una chiara intimidazione. Secondo gli inquirenti, l’azione fu compiuta da persone già finite in carcere nelle precedenti operazioni contro il clan Schettino mentre i due arrestati sono ritenuti ”istigatori e beneficiari dell’attività illecita”.

L’esecuzione dei lavori edili del cantiere, infatti, è stata affidata a una ditta riconducibile a Carlomagno, escludendo la ditta che già era stata prescelta dal titolare della società a cui era stata rivolta l’intimidazione, mentre la vigilanza sul cantiere è stata affidata a una ditta intestata a Fattorini ma secondo gli investigatori riconducibile al sodalizio mafioso Schettino. Nell’operazione, denominata ”Prometeo”, sono stati sequestrati beni immobili per un valore di circa 300mila euro, beni mobili per circa 500mila euro, il patrimonio e i conti di cinque società.