
POTENZA – Quando Donato Macchia parla non è mai banale, e anche nella puntata di Stop&Gol di lunedì sera il presidente del Potenza non le ha mandate a dire. Toccati decine di temi, dall’aspetto sportivo, a quello gestionale, a quelli politici, ma tre sono stati i nodi cruciali. Il primo. Le motivazioni che lo hanno portato a ritirare la candidatura a consigliere federale e relativa stoccata al presidente di Lega, Matteo Marani: “Non ha fatto l’arbitro nella competizione elettorale, si è schierato, sono uscito per non spaccare la Lega”. Il secondo. Il progetto nuovo stadio (alla Cip Zoo) va avanti e l’interlocuzione con la Regione prosegue a gonfie vele: “Sono giovane, ho le energie per farlo. E oggi vi dico. Si farà”. Il terzo. E’ un monito, più che una minaccia: “So che l’amministrazione comunale si sta muovendo per il bando sulla concessione pluriennale del Viviani. E sono sicuro che entro dicembre lo chiuderà. Ma lo dico oggi. Senza la convenzione io in quello stadio non gioco più. Vado a giocare altrove”. Tanta carne a cuocere, ma soprattutto una visione complessiva che spazia su più fronti. Con un focus particolare su riforma dei campionati e sostenibilità economica. (articolo completo sulla Nuova del Sud di mercoledì 1 ottobre, scaricabile gratuitamente su lanuova.net a partire dalle 5)

